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Banksy Archive 1. The School of Bristol: alle origini di Banksy in mostra a Bologna

The World of Banksy (©Palazzo Pallavicini)
The World of Banksy (©Palazzo Pallavicini)

Nel 2006, vent’anni fa, la fama di Banksy crebbe in modo vertiginoso, trasformando quello che era considerato uno street artist rispettato in un protagonista dell’arte contemporanea a livello internazionale. Ma prima di allora, cosa faceva a Bristol, sua città natale, Robin Gunningham, ritenuto la sua vera identità, nato nel 1973?

La mostra Banksy Archive 1. The School of Bristol(1983-2005)

La risposta arriva oggi grazie alla mostra Banksy Archive 1. The School of Bristol (1983-2005), allestita nelle sale di Palazzo Fava a Bologna fino al 2 agosto. Il percorso espositivo permette di esplorare da vicino il contesto culturale che ha influenzato l’artista: quello della graffiti art cittadina. Tra i protagonisti emerge anche un giovane Robert Del Naja, futuro frontman dei Massive Attack, che nei primi anni Ottanta, quando si faceva chiamare 3D, contribuì a introdurre il writing a Bristol dopo un viaggio a New York.

La mostra raccoglie oltre 300 opere tra fotografie, documenti e lavori artistici che testimoniano l’attività delle crew locali. Tra i materiali più rilevanti spicca una lettera del 1998 firmata dallo stesso Banksy con lo pseudonimo di Robin Banks. Non mancano poi copertine di dischi realizzate per i Blur (tra cui Out of Time e Think Tank), cover di libri come And the Ass Saw the Angel di Nick Cave e le prime sperimentazioni dell’artista, come il murale Fishbone del 1996 nel quartiere Barton Hill.

Il progetto espositivo si distingue chiaramente da altre mostre dedicate a Banksy. Pur svolgendosi ancora all’interno del circuito Genus Bononiae, lo stesso che nel 2016 ospitò a Palazzo Pepoli Street Art. Banksy & Co., questa iniziativa segue un’impostazione differente. La collezione, presentata per la prima volta, è il risultato di quattro anni di lavoro dei curatori Gianluca Marziani e Stefano Antonelli, in collaborazione con Opera Laboratori.

Entrambi fondatori della Fondazione Archivio Banksy, i curatori hanno scelto di mostrare la prima parte di un archivio molto più ampio. Una seconda sezione, dedicata agli anni dal 2006 al 2009, potrebbe diventare in futuro una nuova esposizione.

Il percorso ricostruisce una storia collettiva

Il percorso, articolato in 32 sezioni, ricostruisce una storia collettiva, sottolineando come Banksy non sia un fenomeno isolato, ma il prodotto di una complessa genealogia culturale. Il viaggio culmina nella sala finale, dove sono esposte alcune celebri stampe del 2004  come Girl with Balloon, Napalm, Love Rat, Gangsta Rat, Pulp Fiction, D-Face Tenners e i lavori legati al viaggio in Palestina del 2005.

Le sezioni sono state curate da artisti che hanno affiancato Banksy nel corso degli anni o ne hanno influenzato il percorso, tra cui John Nation, Kye Thomas, Richard Jones, Christopher Chalkley, Tom Bingle (Inkie) e Felix Braun. Proprio questi ultimi due sono stati presenti a Bologna, contribuendo dal vivo al racconto della mostra.

(Fonte: Il Resto del Carlino, Benedetta Cucci)

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