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Bologna, rivolta nel carcere della Dozza

La sera del 30 dicembre i detenuti della Dozza (il carcere di Bologna) hanno tentato la rivolta: i dettagli

Altra rivolta nel carcere di Bologna
Fonte immagine: Depositphotos

BOLOGNA – Ancora disordini in una sezione della Dozza, il carcere della città di Bologna: la sera dello scorso 30 dicembre alcuni detenuti dei reparti 2A e 2B del padiglione giudiziario di via del Gomito hanno tentato la rivolta, riuscendo ad appiccare diversi roghi. L’agitazione dei rivoltosi ha richiesto anche l’intervento della Polizia, della Digos, del 118 e dei vigili del fuoco. La situazione, tuttavia, è tornata alla normalità in tarda serata.

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Secondo quanto si apprende, la rivolta è iniziata verso le 21 di sera. A quanto pare tutto è cominciato perché un detenuto albanese chiedeva di essere ricoverato in ospedale dopo aver ingerito uno stuzzicadenti. Al rifiuto del medico, una cinquantina di reclusi altamente problematici ha dato il via alla rivolta, dando alla fiamme alcuni materassi e rifiutandosi di rientrare nelle celle.

Oltre alla Penitenziaria, sono dovuti entrare in azione anche le volanti della Polizia, la Digos, l’ambulanza e i pompieri, necessari per spegnere i roghi appiccati nei reparti 2A e 2B. Le tensioni nella casa circondariale di via del Gomito, tuttavia, sono state sedate dopo alcune ore e nessuno dei detenuti è riuscito a uscire dalla sezione approfittando dei disordini.

Non è la prima volta che la Dozza diventa teatro di scontri e proteste. «Il carcere di Bologna sta diventando ingestibile per l’arroganza e la violenza di detenuti che non hanno più alcun rispetto per le regole» hanno commentato Giovanni Battista Durante e Francesco Campobasso, rispettivamente segretario generale e nazionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe).

(Fonte: Il Resto del Carlino, Nicoletta Tempera)

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