L’idea di aprire un Centro di Permanenza per i Rimpatri (i cosiddetti CPR) a Bologna ha scatenato un acceso dibattuto politico, in particolare tra il sindaco del capoluogo emiliano Matteo Lepore e il ministro dell’interno Matteo Piantedosi. Secondo Lepore, la creazione di una di queste strutture detentive per stranieri irregolari sul territorio bolognese non è una priorità dei cittadini, che invece hanno bisogno di maggiori rassicurazioni sul tema sicurezza.
Il sindaco Lepore contrario al Centro di Permanenza per i Rimpatri a Bologna. Il ministro Piantedosi replica: «Servono per togliere dalla strada persone irregolari e pericolose»
«Bologna ha bisogno di collaborazione con il Governo. Credo che la proposta di portare qui un nuovo CPR sia sbagliata: non funzionano. Ci sono 10 CPR in Italia e sono vuoti. Ci sono 1.238 posti e in questo momento ci vivono 546 persone. Nel 2025 sono state espulse dall’Italia 5.000 persone: solo il 10% è passato dai CPR» afferma Lepore, esponendo i dati di di questo sistema. Il Sindaco di Bologna sostiene che la città abbia bisogno di investire su altro: «Chiederei invece al Ministro di portare qui le cose che servono: agenti e volanti che mancano. Non abbiamo forze dell’ordine per coprire i turni di notte. Le “zone rosse” non funzionano. Sappiamo che la stazione ha bisogno di essere rafforzata e custodita. Il confronto deve essere sulle cose reali. Un CPR a Bologna non serve».
Le critiche del Sindaco di Bologna non sono cadute nel vuoto, con lo stesso Matteo Piantedosi che si è detto disponibile a sedersi attorno a un tavolo con il presidente della Regione per discutere della questione. «Ho letto dichiarazioni che non condivido – è la risposta del Ministro dell’interno – Noi siamo convinti che i CPR servono, come si è visto drammaticamente in alcuni casi di cronaca, per togliere dalla strada persone che, oltre a essere irregolari, sono pericolose. Nei CPR ci finisce chi ha commesso reati o viene considerato pericoloso. Nel 2025 sono state sfiorate le 7.000 espulsioni. Io ho chiesto di arrivare a 10.000».
(Fonte: Il Resto del Carlino, Francesco Moroni)
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