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Una coppia celebre: Giovanni Battista Martinetti e Cornelia Rossi Martinetti

Una coppia celebre di non bolognesi divenuti celebri e legatisi a Bologna: l’Ingegnere Giovanni Battista Martinetti e la Contessa Cornelia Rossi Martinetti

Una coppia celebre, i Martinetti
Una coppia celebre, i Martinetti

Nel nostro approfondire personaggi nati a Bologna e famosi altrove, o non nati a Bologna ma che si sono legati alla nostra città, oggi parliamo di una coppia diventata famosa a livello internazionale: Giovanni Battista Martinetti e Cornelia Rossi Martinetti.

Piazza Aldrovandi, l’antica Seliciata dei Servi, per chi la guarda da strada Maggiore viene chiusa sulla via San Vitale fino all’attuale via Petroni (anticamente Dei Pellacani), dal Torresotto della cerchia delle mura del mille e dal Palazzo Martinetti (oggi in via San Vitale 56). Oggi, quel palazzo è noto anche come Palazzo Scagliarini-Rossi.

Dopo la morte della contessa la proprietà venne smembrata e venduta. Il Palazzo ospitò in seguito il Collegio Ungarelli, che restaurò la Cripta di San Vitale e Agricola facendola diventare uno dei luoghi più suggestivi della città (collegato alla chiesa omonima). Il giardino fu man mano lottizzato e riempito di case. Nella sua area è riconoscibile il grande chiostro di San Giacomo della fine del Trecento: il disegno delle arcate ne identifica il probabile progettista: Antonio di Vincenzo.

Resti del Chiostro di San Giacomo

Resti del Chiostro di San Giacomo (© Wikipedia)

Chi erano i Martinetti, e quando vissero?

Ma torniamo ai Martinetti. Dal periodo di Napoleone fino agli anni ’30 dell’800, qui tenne salotto, molto ben frequentato, una coppia molto “in” della città: i Martinetti, appunto. Quando c’è un salotto di successo c’è una padrona di casa fuori dall’ordinario e anche nel nostro caso c’era: la Contessa Cornelia Rossi Martinetti.

La Contessa Cornelia Rossi nacque nel 1781 a Lugo di Ravenna. Rientra quindi nella nostra già citata casistica di non bolognesi che si sono legati indissolubilmente a Bologna.

Donna piena di fascino, frequentò la corte del Viceré Eugenio e dell’Imperatrice Giuseppina, sua madre, e prima moglie di Napoleone. Nel 1802 sposò il celebre ingegnere e urbanista Giovanni Battista Martinetti che per lei costruì una casa che diventerà celebre.

Palazzo Scagliarini-Rossi già Martinetti

Palazzo Scagliarini-Rossi già Martinetti (© Wikipedia)

L’armonioso speco dei Martinetti citato dal Foscolo

In via San Vitale, al numero 56, c’era il convento delle Benedettine (chiuso dal 1796) che aveva inglobato nell’orto la antichissima cripta della chiesa dei Santi Vitale e Agricola. Il convento diventò un palazzo e l’orto diventò giardino. La cripta, ricostruita probabilmente attorno al Mille con materiali precedenti (come quella di S. Zama) e poi molto trascurata, fu trasformata in una specie di auditorium per letture colte (“l’armonioso speco”, così lo ricorda Foscolo), con rocce false e stalattiti.

Cornelia era bella, colta, poliglotta e affascinante: il suo salotto era letterario e politico, così noto da non temere confronti con quelli di Parigi. Anche Napoleone fu ospite dei Martinetti, con ambedue le mogli. Ed entrambe erano in buoni rapporti con Cornelia.

La Martinetti scrisse anche un romanzo, in lingua francese, redatto in forma di diario: “Amélie ou le manuscrit de Thérèse de L.”. Nel salotto dei Martinetti non vi si faceva solo letteratura, ma anche politica e sottogoverno.

Canova, Foscolo, Chateaubriand, Monti, Byron, Leopardi, Ludwig di Baviera, Stendhal, Rossini, Mezzofanti, furono solo alcuni dei frequentatori di quello che fu definito Orto delle Esperidi“, “Giardino di Calipso” o anche “Tempio della Venere bruna“.

Lapide Cornelia Martinetti

Lapide di Cornelia Martinetti (© Wikipedia)

La Contessa Cornelia Martinetti, ammirata da uomini e donne

La Contessa era ammirata sia dagli uomini che dalle donne. Fece innamorare di sé molti, spezzò letteralmente il cuore di Canova, ad esempio, e fece dire a Foscolo che “era la donna più pericolosa che avesse mai incontrato”. Ma mi sa che Foscolo su queste passioni non si sa quanto letterarie o quanto reali ci campasse…

Tuttavia, non si hanno notizie di suoi legami illegittimi con nessuno dei suoi tanti spasimanti celebri. Per quanto sappiamo erano solo legami amicali e totalmente platonici.

Ovviamente al ritorno della dominazione papale il salotto della Martinetti fu oggetto di molte critiche da parte ecclesiastica, non tanto per qualche scandalo, ma perché era considerato un covo di idee rivoluzionarie.

Cripta San Vitale e Agricola a Bologna

Cripta San Vitale e Agricola a Bologna (© Wikipedia)

Cripta dei Santi Vitale e Agricola: l’uso del sacro per usi mondani

Anche l’utilizzo della cripta di San Vitale per usi “profani” fu molto criticato. Ambiente per altro lasciato andare in rovina dalle suore che la detenevano in precedenza. Ma Cornelia doveva essere veramente brava nell’intessere rapporti, come solo una “star” dei salotti deve essere. Infatti, suo marito continuò ad avere incarichi pubblici prestigiosi anche col nuovo governo.

L’Ingegnere Giovanni Battista Martinetti

Giovanni Battista Martinetti era infatti un ingegnere molto noto e stimato a quel tempo nel bolognese, anche per aver ideato il progetto per la nuova strada Porrettana, che collegava Bologna con Pistoia e Firenze, attraverso il fondo valle del Reno.

Progetto che fu approvato nel 1811, nel periodo di regime napoleonico, e che fu poi realizzato tra il 1816 e il 1840, nel periodo della Restaurazione pontificia, terminando dopo la sua morte (1830).

Giovan Battista Martinetti era nato a Bironico, un piccolo comune svizzero del distretto di Lugano nel 1764. Anche lui, quindi, rientra in quei non bolognesi “bolognesizzatisi”.

Napoleone lo aveva nominato “Ispettore delle opere pubbliche” del Dipartimento del Reno. In questa veste Martinetti diede un nuovo assetto alla zona nord della città, quella ora individuabile fra le vie Irnerio ed Indipendenza, con particolare cura per il definitivo passaggio della Montagnola (cui diede l’attuale forma rotonda) da zona di servizio (per molto tempo dedicata allo scarico dei materiali di scavo e alle macerie) a zona dedicata al pubblico passeggio.

A lui si devono il Teatro Contavalli e gli attuali assetti di Villa Spada e di Palazzo Sanguinetti-Loiani-Riario (oggi Museo della Musica in Strada Maggiore 36) venuto per enfiteusi nella disponibilità di Antonio Aldini che ne commissionò l’attuale aspetto neoclassico.

Tomba Giovan Battista Martinetti

Tomba Giovan Battista Martinetti (© Wikipedia)

I Martinetti, una coppia per sempre nella storia

Dal 1818 Martinetti si trasferì a Roma e lavorò ad importanti opere pubbliche che lo resero famoso anche là.

La Contessa sopravvisse al marito molto a lungo, morendo nel 1867. Passò molti anni in solitudine colpita da una malattia che la rese cieca. Penso che il suo vero cruccio non sia stato tanto la perdita della bellezza con il passare degli anni, aveva per tutta la vita dimostrato di contare più sulla cultura, sulla intelligenza, sul fascino che sull’aspetto fisico, quanto l’impossibilità per la malattia debilitante di poter  primeggiare ancora nel suo salotto.

Ma il nome di Cornelia Rossi Martinetti, oltre che nelle cronache locali, è per sempre nella Storia della letteratura italiana. Ugo Foscolo scrisse “Le grazie”, tre inni dedicati a “queste dee intermedie fra cielo e terra che hanno il compito di suscitare negli uomini i sentimenti più puri ed elevati attraverso il senso della bellezza”. L’occasione fu data dalla scultura del Canova dallo stesso nome e allo scultore Foscolo dedica l’opera.

Nel secondo inno la scena è sui colli di Bellosguardo, in cui vi è un rito a favore delle Grazie fatto da tre donne gentili: Eleonora Nencini, Cornelia Martinetti, Maddalena Bignami, che rappresentano la musica, la poesia e la danza.

E così, la Contessa Cornelia vive per sempre accostata alla poesia grazie al Foscolo. E vive ancora anche suo marito: l’ingegnere Giovanni Battista.

E tu cosa ne pensi?

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