Una città giovane, per i giovani, ma senza spazio per i giovani. Bologna seduce, attrae e abbandona i giovani. Lo dicono i numeri il capoluogo emiliano richiama a sé tantissimi giovani sotto i 35 anni, che poi però faticano a trovare un’abitazione innanzitutto e a farlo a un prezzo adeguato.
Bologna: il dato allarma…
Secondo uno studio dell’economista Marco Marcatili, ben il 58% dei nuovi residenti della capoluogo emiliano ha un’età sotto i 35 anni. Lo studio, all’interno della ricerca denominata “BolognaForward” presentato in occasione di un evento organizzato dalla Cisl, mette in evidenza lo scollamento tra le opportunità lavorative e quelle abitative della città delle Due Torri.

Il Portico della Certosa (© Lorenzo Burlando / Comune di Bologna)
Una Bologna laboriosa
Il richiamo delle nuove generazione è dovuto soprattutto al tasso di occupazione all’interno di Bologna: nella fascia tra i 20 e i 64 anni, infatti, il 78,4% delle persone è occupata. A completare il quadro ci sono ben 280 startup innovative.
Dati in totale controtendenza con l’invecchiamento generalizzato delle città italiane.
Il problema delle case
Ma statistiche si scontrano in maniera fragorosa con il cosiddetto “muro dell’housing” ovvero la difficoltà di chi vuole vivere a Bologna a trovare una casa. I prezzi degli affitti sono schizzati alle stelle con un rincaro del 73% negli ultimi 4 anni.
L’impegno dell’amministrazione
Il Comune, rivendica l’amministrazione Lepore, sta lavorando per risolvere questo problema. Tuttavia, la volontà istituzionale che sta «rigenerando ex caserme e scali ferroviari e si sta impegnando a esaurire le case Acer ancora vuote», si scontra con la volontà dei privati proprietari di 15 mila (!) abitazioni attualmente vuote. Nemmeno la volontà del Comune di garantire per chi cerca casa sembra convincere i proprietari ad affittare a prezzi calmierati.
Secondo il segretario della Cisl dell’area metropolitana, Enrico Bassani le risposte non possono essere isolate: «Non c’è una sola soluzione che possa essere salvifica. Serve mettere tutto assieme».
La neonata Fondazione B. Live si propone di sintetizzare queste risposte: «Opererà a livello nazionale – spiega proprio Marcatili -, ma avrà sede a Bologna e cercherà soluzioni innovative».
Le critiche
Bologna non può d’altronde attrarre solo per le opportunità lavorative, ma deve anche dare delle soluzioni abitative. «Non è un caso che oltre 400 dottorandi e ricercatori – spiega Fabio Ferrari ingegnere modenese formatosi all’AlmaMater e pioniere dell’AI in Italia de arrivati grazie al Pnrr – hanno dovuto poi abbandonare la città e anche l’Italia per via di questa crisi. Perché non si è pensato ad un futuro oltre quel periodo».
