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Cronache

La Cgil denuncia la crisi del lavoro in Emilia-Romagna

I numeri della crisi del lavoro in Emilia-Romagna denunciata da Cigl e Inps

Mercato lavoro Emilia-Romagna
Fonte immagine: Depositphotos

Come denuncia la Cgil, il mercato del lavoro dell’Emilia-Romagna è in crisi. I numeri, in effetti, lo confermano: secondo l’ultimo osservatorio dell’Inps, le ore di cassa integrazione richieste lo scorso anno in tutta la regione ammontano complessivamente a 57 milioni.

Crisi del lavoro in Emilia-Romagna, le parole del segretario Cgil Bussandri: «Emergenza economica, produttiva e sociale, il governo ci deve delle risposte»

Per essere più precisi, lo scorso anno sono stati autorizzati 57 milioni e 145.266mila ore tra cassa integrazione ordinaria, cassa integrazione speciale e guadagni in deroga. Nel corso del 2025 la cassa integrazione straordinaria è cresciuta quasi del 34% rispetto all’anno precedente, rendendo evidente come gli ammortizzatori sociali già presenti non siano più sufficienti in alcuni settori.

Secondo il segretario generale di Cgil Emilia-Romagna Massimo Bussandri, la causa di questi dati preoccupanti sono anche riconducibili alla mancanza di politiche industriali. «Si tratta di numeri che certificano una vera e propria emergenza economica, produttiva e sociale. Il disinteresse del governo per i problemi reali del lavoro e del sistema produttivo che rischia la desertificazione è inaccettabile» ha dichiarato Bussandri.

I numeri appaiono in leggero calo (-5,5%) rispetto al 2024 (quando le ore di cassa integrazione furono più di 6o milioni), ma sono comunque alti rispetto al 2023. La situazione peggiore si ritrova nel settore manifatturiero e nel comparto artigiano, ma anche la moda naviga in cattive acque. La crisi del lavoro coinvolge 10mila lavoratori in tutta l’Emilia-Romagna, tanto che la Regione ha aperto più di 50 tavoli di crisi.

«I dati Inps sono gravi e preoccupanti. La crisi industriale e la difesa dell’occupazione e del sistema produttivo regionale dovrebbe essere priorità del governo, che invece ripropone l’inutile ricetta inutile dell’austerità dannosa per i più deboli. Chiediamo da mesi risposte concrete su investimenti, politiche industriali e ammortizzatori sociali ma il governo sembra completamente disinteressato. Devono arrivare risposte per tutti i settori, a partire dal metalmeccanico e dall’automotive» conclude Bussandri.

(Fonte: Corriere di Bologna, Alessandra Testa)

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