Seguici su

Ciao, cosa stai cercando?

Cronache

Città 30, Bologna divisa sui numeri della sicurezza stradale: è scontro Comune-FDI

Statistiche, accuse e letture contrapposte riaccendono lo scontro tra Comune e Fratelli d’Italia, mentre la misura continua a dividere politica e opinione pubblica.

Bologna Città 30 (©Bologna)
Bologna Città 30 (©Bologna)

A Bologna il dibattito su Città 30 torna a infiammarsi, trasformandosi ancora una volta in uno scontro aperto tra amministrazione comunale e opposizione. Al centro della polemica non ci sono solo i limiti di velocità, ma soprattutto i numeri: quelli sugli incidenti, sui feriti e sulle vittime della strada, interpretati in modo diametralmente opposto a seconda della prospettiva politica. La miccia si è riaccesa con una nuova nomina e con dati che, a seconda di chi li legge, raccontano storie molto diverse.

Bologna Città 30 (©Bologna)

Bologna Città 30 (©Bologna)

La nomina che riapre il confronto

A riaprire il fronte della discussione è stata la scelta di Fratelli d’Italia di affidare a Mauro Sorbi, già responsabile dell’Osservatorio regionale per l’educazione alla sicurezza stradale durante la giunta Bonaccini, il ruolo di referente per la sicurezza stradale e la mobilità in Emilia-Romagna. Una nomina che ha immediatamente assunto un valore politico, riportando al centro del dibattito le critiche al progetto Città 30.

Sorbi, che già in passato aveva espresso perplessità sulla misura, ha ribadito la sua posizione: secondo lui il limite generalizzato di velocità non avrebbe prodotto benefici concreti in termini di sicurezza. A suo giudizio, la vera causa degli incidenti resta la distrazione al volante, più che la velocità dei veicoli. Un’affermazione accompagnata da numeri che, secondo l’esponente di FdI, dimostrerebbero l’inefficacia del provvedimento.

Bologna Città 30 (©Bologna)

Bologna Città 30 (©Bologna)

I dati di Fratelli d’Italia: meno incidenti, ma più vittime

Secondo le elaborazioni della Città metropolitana di Bologna citate da Sorbi, nei primi sei mesi del 2025 il numero complessivo degli incidenti nel capoluogo sarebbe effettivamente diminuito. Tuttavia, a preoccupare sono i dati su vittime e feriti: i morti sarebbero saliti da quattro a sei rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre i feriti sarebbero aumentati da 1210 a 1231, con una crescita dell’1,7 per cento.

Numeri che Fratelli d’Italia interpreta come un segnale di allarme, sostenendo che il limite dei 30 km/h non avrebbe migliorato la sicurezza e che, anzi, la situazione sarebbe peggiorata proprio nel periodo di applicazione della misura.

Bignami e l’affondo politico sul Tar

Accanto a Sorbi, nel presentare questi dati, c’era il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami, che ha colto l’occasione per tornare sul recente pronunciamento del Tar, che ha annullato l’ordinanza comunale su Città 30. Per Bignami, la scelta del Comune di non presentare appello rappresenterebbe una sorta di ammissione di errore. Secondo l’esponente di FdI, limitare la velocità ha senso solo in prossimità di scuole, ospedali e luoghi sensibili, mentre l’estensione del limite a tutta la città sarebbe stata gestita in modo approssimativo.

La replica del Comune di Bologna: “Dati incompleti e fuori contesto”

Dal Comune di Bologna la risposta è stata immediata e netta. Palazzo d’Accursio contesta la lettura dei numeri proposta da FdI, sostenendo che i dati citati includono anche aree dove Città 30 non è in vigore, come autostrada e tangenziale, e che il periodo di riferimento non è sufficiente per valutare una misura strutturale.

Secondo il consigliere comunale del Partito Democratico Claudio Mazzanti, l’unico metodo corretto è confrontare periodi omogenei prima e dopo l’introduzione della misura. Ed è proprio questo il confronto che il Comune ha effettuato, mettendo a paragone due bienni completi: il 2022-2023, precedente all’introduzione di Città 30, e il 2024-2025, successivo all’attivazione.

Veduta aerea del centro di Bologna

Veduta aerea del centro di Bologna (Fonte immagine: Depositphotos)

I numeri di Palazzo d’Accursio: calo netto di vittime e incidenti

Dal confronto emerge, secondo l’amministrazione, un quadro molto diverso: le persone decedute sarebbero diminuite del 43,6 per cento, i feriti del 7,2 per cento e gli incidenti complessivi del 12,5 per cento. Anche i dati parziali del primo semestre 2025, già pubblicati in estate, confermerebbero la tendenza: cinque morti, come nel primo semestre 2024, ma con un calo del 33 per cento rispetto al periodo pre-Città 30.

In diminuzione anche gli incidenti complessivi (oltre il 15 per cento in meno), i feriti (più del 5 per cento in meno) e soprattutto gli incidenti più gravi, quelli classificati dal 118 con codice rosso, scesi del 21 per cento.

Natale a Bologna, Piazza Maggiore

 

Le accuse del Pd e la questione dell’indipendenza

Il confronto, però, non resta solo sul piano tecnico. Mazzanti ha attaccato direttamente la nomina di Sorbi, sostenendo che il nuovo incarico politico chiarirebbe retrospettivamente la sua posizione critica durante l’esperienza regionale. Secondo il Pd, le valutazioni di Sorbi sui dati sarebbero state in passato parziali o interpretate in modo discutibile. Alla critica si è aggiunta Elena Gaggioli, responsabile mobilità del Pd provinciale, che ha ribadito la necessità di mantenere separate le politiche pubbliche sulla sicurezza stradale dalle battaglie di partito, chiedendo maggiore trasparenza sui ruoli e sulle responsabilità.

Bologna Città 30 – Una battaglia che continua

Nel frattempo, Fratelli d’Italia ha annunciato una raccolta firme per la rimozione della segnaletica e dei bolloni di Città 30, mentre il Comune si prepara a riscrivere le ordinanze in modo più dettagliato, dopo il pronunciamento del Tar. Il confronto su Città 30, dunque, è tutt’altro che chiuso.

Crediti: Repubblica

E tu cosa ne pensi?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *