Seguici su

Ciao, cosa stai cercando?

Cronache

Nel 2026 l’Emilia-Romagna guiderà l’economia italiana

Secondo la CGIA di Mestre nel 2026 Bologna sarà seconda per aumento del PIL e l’Emilia-Romagna guiderà l’economia italiana superando il Veneto

Grafico con dati in aumento

Secondo i dati e il rapporto della CGIA di Mestre sul PIL italiano nel 2026 l’Emilia-Romagna dovrebbe superare il Veneto come Regione di traino dell’economia della nostro paese, con Bologna che dovrebbe attestarsi come seconda miglior città in Italia.

La media italiana nella previsione del PIL nazionale per l’anno appena iniziato è di +0,66, con chiare differenze tra Nord e Sud, con il Nord Est che dovrebbe arrivare ad un +0,72 mentre il Sud si dovrebbe attestare ad uno 0,51.

L’Emilia-Romagna supera il Veneto e guida l’economia italiana. Bologna dietro solo a Varese.

Guardando regione per regione, il Veneto che aveva guidato il 2025 sarà sopravanzato dall’Emilia-Romagna con un +0,86 rispetto al 2025 (dopo un +0,6 nel 2025). Un dato che evidenzia la buona salute del tessuto economico e lavorativo della nostra regione e che quindi, permette anche una miglior gestione a livello sociale della vita dei cittadini.

Se guardiamo a livello provinciale, l’exploit dell’Emilia-Romagna appare chiaro, con Varese che sarà la provincia migliore a livello di PIL, seguita da Bologna (+0,92), Reggio Emilia (+0,91), Biella e Ravenna (+0,89). Tre città tra le prime cinque sono della nostra regione e Bologna è seconda.

Varese dovrebbe essere in testa grazie alla propria collocazione geografica, che gode dell’influenza non solo di Milano e della Lombardia, ma anche del mercato svizzero.

La fine del PNRR potrebbe avere un impatto rilevante nella realizzazione del PIL e le cose potrebbero cambiare rispetto a quando ipotizzato dalla CGIA, ma Bologna e l’Emilia-Romagna poggiano su basi abbastanza sicure. Infatti, secondo l’ufficio studi di Mestre, premiante per la nostra regione è proprio il sistema: l’Emilia-Romagna «può contare su un mercato del lavoro solido, su investimenti pubblici mirati e su strategie per l’innovazione e l’export che hanno creato le condizioni per uno sviluppo che è destinato a consolidarsi anche negli anni a venire».

E tu cosa ne pensi?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *