Bologna addolorata ha accolto finalmente la salma di Giovanni Tamburi, il giovane studente morto nel tragico incendio scoppiato nel locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera. I familiari, gli amici e i rappresentanti delle istituzioni locali hanno accolto il feretro, giunto ieri al cimitero di Borgo Panigale nel primo pomeriggio. Dunque, un rientro carico di sofferenza e commozione, che segna inevitabilmente un lutto divenuto ormai collettivo.
Il ritorno a casa di Giovanni Tamburi, dopo la tragedia
La salma di Giovanni Tamburi ha viaggiato su un aereo militare dalla Svizzera all’aeroporto di Milano Linate. Successivamente, ha proseguito in macchina fino a Bologna. Un viaggio lungo e doloroso, seguito passo dopo passo dai genitori affranti. All’arrivo al cimitero di Borgo Panigale, il feretro è stato accolto in un clima di raccoglimento assoluto, tra lacrime, abbracci e silenzi.
La salma di Giovanni Tamburi arrivata al cimitero di Borgo Panigale (©Giovanni Tamburi)
Il dolore inconsolabile della famiglia di Giovanni Tamburi
Ad attendere il caro familiare: i genitori, la nonna Letizia Sassoli de Bianchi e la sorella Carlotta. Strazianti le parole del padre Giuseppe Tamburi, imprenditore dell’azienda Rinaldi 1957: «Mi hanno tolto un pezzo e forse sono morto con lui. Il vuoto è enorme». Accanto a lui la madre Carla Masiello, che con voce spezzata chiede ora giustizia: «Andrò avanti, per Giovanni […]. Ma voglio al tempo stesso che sia fatta giustizia. Far luce su quanto è accaduto e su quanto poteva essere fatto e non è stato fatto in quel locale, dove oltre a Giovanni hanno perso la vita altri 40 giovanissimi […]».
Il supporto delle istituzioni
Ad accogliere direttamente all’aeroporto di Milano Linate la salma di Giovanni Tamburi, si trovava anche il presidente della regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale. Il Presidente ha fatto un discorso profondo sulla tragedia che ha colpito il nostro Paese. Inoltre, ha annunciato che la Regione farà il possibile «per sgravare la famiglia dagli aspetti logistici e gli adempimenti burocratici, in modo che possa dedicarsi interamente al proprio dolore». La presenza delle istituzioni rappresenta quindi un segno concreto della vicinanza a una famiglia devastata e a una città che si interroga sulle responsabilità di una tragedia che ha spezzato vite giovanissime.
Il ringraziamento al Presidente del Consiglio e il dolore della comunità per Giovanni Tamburi
La madre di Giovanni Tamburi ha, inoltre, ringraziato pubblicamente la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Infatti, la Presidente ha dimostrato una vicinanza «da madre e da sorella». Ma il dolore si accompagna alla determinazione di capire cosa non ha funzionato quella drammatica notte.
Bologna piange Giovani Tamburi come uno dei suoi figli. Si tratta di una tragedia che ha scosso famiglie, studenti e istituzioni, riaprendo interrogativi sulla sicurezza dei luoghi di ritrovo. Dunque, una tragedia che non avrebbe mai dovuto verificarsi.
Fonte: Resto del Carlino