Seguici su

Ciao, cosa stai cercando?

Cronache

Il Gemello Digitale: un progetto futuro per Bologna

Il progetto del Gemello Digitale diventa realtà: sabato scorso l’evento dedicato, aperto al pubblico, ha reso nota la volontà di rendere la città di Bologna più vivibile per i cittadini.

Gemello Digitale di Bologna (©Gemello Digitale)
Gemello Digitale di Bologna (©Gemello Digitale)

Bologna ha aperto ufficialmente un nuovo capitolo nel percorso di innovazione urbana con un incontro pubblico dedicato al Gemello Digitale. Svoltosi sabato 13 dicembre negli spazi di Ex Dynamo (in via dell’Indipendenza), l’appuntamento ha segnato un passo decisivo nel passaggio dalla singola visione tecnica del progetto verso una progettazione partecipata e radicata nei bisogni della città. L’evento, gratuito e aperto alla cittadinanza, ha richiamato attivisti e rappresentanti di associazioni del territorio e tecnici per discutere di come lo strumento del Gemello Digitale possa diventare uno strumento non solo tecnologico, ma civico e sociale alla portata di tutti.

Cos’è il Gemello Digitale

Il Gemello Digitale di Bologna corrisponde a un modello virtuale dinamico della città, alimentato da dati reali (e in tempo reale) che consente di simulare scenari urbani e pianificare scelte consapevoli. Il progetto nasce come parte della strategia “Città della Conoscenza” del Comune di Bologna. Si tratta di uno strumento avanzato che sappia affrontare le sfide di mobilità sostenibile, cambiamenti climatici, energia, analisi del territorio e riduzione delle disuguaglianze socio-spaziali. Il suo obiettivo, dunque, è rendere più efficiente la gestione urbana e più partecipata la governance pubblica.

La governance tecnica del progetto include un consorzio pubblico composto dal Comune di Bologna, come guida dell’iniziativa, affiancato dalla Fondazione Bruno Kessler, coordinatore tecnico e project manager. Inoltre, l’Università di Bologna prende parte come manager scientifico, la Cineca come manager tecnologico e la Fondazione Innovazione Urbana come community manager. Un investimento iniziale di circa 7 milioni di euro, provenienti dai fondi europei del Programma Operativo Nazionale Metro (PON Metro), ha finanziato il modello del Gemello nell’autunno del 2023.

Locandina per l'evento sul Gemello Digitale (©PianetaLab)

Locandina per l’evento sul Gemello Digitale (©PianetaLab)

Ex Dynamo e PianetaLab: un luogo di innovazione sociale

Ex Dynamo, la nuova veste della storica velostazione bolognese, riaperta e rigenerata come hub di mobilità sostenibile e spazio culturale, ha ospitato l’incontro di sabato 13 dicembre. PianetaLab, un laboratorio nato dalla collaborazione tra l’Associazione Pianeta e il Public Science Lab dell’Università Tecnica di Monaco di Baviera, ha promosso l’evento. In quella sede, il tema del Gemello Digitale ha rappresentato un banco di prova concreto per capire come la tecnologia possa essere strumento democratico e inclusivo.

I temi al centro del dibattito: il Gemello Digitale per migliorare la mobilità, l’informazione e l’inclusione

Durante l’incontro di sabato i partecipanti hanno discusso su diversi fronti. Primo fra tutti: la mobilità sostenibile e il trasporto pubblico, in continuità con la Settimana Europea della Mobilità 2025. Dunque, un tema molto sentito anche in prospettiva dell’arrivo del tram.  Infatti, il Gemello Digitale potrà aiutare a pianificare e migliorare i flussi di traffico, la rete del trasporto pubblico e l’integrazione tra differenti modalità di spostamento.

Anche l’informazione e l’accessibilità dei dati ha costituito un argomento di ampio interesse. Infatti, molti interventi hanno sottolineato l’importanza di rendere i dati del Gemello accessibili e comprensibili ai cittadini. In modo, l’iniziativa non resterà solo un esercizio tecnologico per esperti, ma diventerà uno strumento di trasparenza e partecipazione.

Un altro dei temi più sentiti ha riguardato l’uso del modello digitale per includere e migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità. Per esempio, il Gemello Digitale potrebbe simulare e valutare dei percorsi accessibili, spazi urbani senza barriere e soluzioni di trasporto che garantiscano mobilità a tutti.

Bologna: verso una governance civica del digitale

Le proposte raccolte sabato scorso verranno elaborate per influenzare il processo di sviluppo del Gemello. Inoltre, saranno presentate a una fase successiva di confronto con la cittadinanza nel febbraio 2026.

Con l’introduzione del Gemello Digitale, Bologna si trasforma in una città, non solo più digitale, ma anche più partecipata e inclusiva. Infatti, trattandosi di uno strumento al servizio delle persone, la tecnologia e la comunità bolognese si incontreranno per disegnare il futuro urbano.

Fonte: Corriere di Bologna

1 Comment

1 Comment

  1. Pingback: Guglielmo Marconi: 130 anni dal primo segnale wireless

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *