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Moda, l’industria è in crisi: nel 2025 calo delle vendite in tutta l’Emilia-Romagna

La crisi dell’industria della moda: nel 2025 in tutta l’Emilia-Romagna si è registrato un calo della produzione, fatturato e ordini

Industria moda Emilia-Romagna
Fonte immagine: Depositphotos

Da Unioncamere Emilia-Romagna arriva un’analisi preoccupante: l’industria della moda è uno dei settori più in crisi del settore economico italiano (sia a livello nazionale che locale). E la nostra regione non fa eccezione. Da gennaio a settembre del 2025, infatti, si è registrato un calo dei profitti, della produzione e degli ordini legati al comparto tessile, calzaturiero e d’abbigliamento.

Crisi della moda, anche i grandi marchi soffrono

Entrando più nello specifico, la vendita nei negozi fisici è diminuita dello 0,4%. I distretti ad aver fatto registrare i conti peggiori sono quelli dell’abbigliamento e degli accessori, che hanno toccato un calo del 4,1% nel trimestre luglio-settembre 2025. Il periodo che va da gennaio a settembre 2025 è stato il peggiore anche dal punto di vista della produzione (diminuita del 4%), del fatturato (3,3%), degli ordini (3,2%) e dell’esportazione (3,4%).

Ma a soffrire non sono soltanto i piccoli negozianti del vicinato: anche alcune delle aziende più “rodate” navigano in cattive acque. Woolrich, la piattaforma di e-commerce Yoox e persino il gruppo Aeffe (che controlla grandi marchi tra cui Moschino e Alberta Ferretti) hanno dovuto prendere decisioni difficili come vendere ad aziende più grosse o avviare i licenziamenti per i propri dipendenti. Insomma, un malcontento generale che ha portato la Regione ad attivare nuovi bandi e stanziare risorse dedicate all’industria della moda. «Fino a pochi mesi fa la crisi era limitata alle piccole imprese artigiane. Ora colpisce anche alcuni marchi storici» ha commentato Vincenzo Colla, vicepresidente del Tavolo moda della Regione.

Confcommercio sulla crisi dell’industria della moda: «La situazione è grave, servono decisioni coraggiose per tutelare i commercianti tessili del vicinato»

La crisi di piccoli e grandi imprenditori della moda è dovuta in particolar modo alla proliferazione degli outlet (che spesso mettono in vendita anche capi di qualità simile a quella dei negozi) e delle piattaforme per l’acquisto online. «Ringraziamo la Regione per l’attenzione e le risorse messe in campo per il settore moda. Non possiamo negare la gravità del momento che le imprese stanno vivendo: la crisi inizia dall’ultimo anello, ossia i negozi. In Regione abbiamo contato 82 outlet, per i quali chiediamo un regolamento apposito» ha aggiunto il presidente della Federazione Moda di Confcommercio Emilia-Romagna Giammaria Zanzini, il quale ha sottolineato l’importanza di evitare la concorrenza sleale nei confronti di artigiani e commercianti tessili del vicinato.

(Fonte: Repubblica, Marco Bettazzi)

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