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Cronache

Marin Jelenic arrestato: la fuga di 24h dopo l’omicidio del capotreno

Dopo una fuga di un giorno, Marin Jelenic viene finalmente arrestato: l’omicidio del capotreno, la fuga tra stazioni e la cattura del killer alla stazione di Desenzano del Garda.

Marin Jelenic (©Marin Jelenic)
Marin Jelenic (©Marin Jelenic)

Per oltre 24 ore Marin Jelenic ha vagato tra stazioni, cordigli ferroviari e binari, dopo aver ucciso crudamente con una coltellata all’addome il capotreno Alessandro Ambrosio. L’ora dell’accaduto risale alle ore 17.50 di lunedì sera. Di soli 34 anni, Ambrosio si trovava nel parcheggio che collega la stazione ferroviaria in Via Bovi Campeggi, a Bologna. In seguito, una fuga breve ma intensa, conclusasi con l’arresto del killer presso la stazione di Desenzano del Garda, grazie alla collaborazione delle forze dell’ordine.

Marin Jelenic subito dopo l’aggressione

Dopo l’accoltellamento, Marin Jelenic si è allontanato rapidamente salendo su un treno regionale veloce (il numero 3924) diretto a Milano verso le 18.03. In un primo momento, le forze dell’ordine avrebbero arrestato a Firenzuola Marin Jelenic per disturbo ai passaggeri. Ma, non risultando ancora ricercato, lo hanno liberato lunedì sera stesso.

Nel frattempo, la vittima agonizzante era stata soccorsa in condizioni disperate. Trasportato d’urgenza in ospedale, si è spento poco dopo per un arresto cardiaco, nonostante i tentativi dei medici.

Alessandro Ambrosio, la vittima di Marin Jelenic (©Alessandro Ambrosio)

Alessandro Ambrosio, la vittima di Marin Jelenic (©Alessandro Ambrosio)

Marin Jelenic riconosciuto come il killer di Alessandro Ambrosio

Tuttavia, le telecamere di videosorveglianza hanno riconosciuto dopo la liberazione di Marin Jelenic, il suo volto. Le telecamere hanno ripreso il croato di 36 anni che seguiva il capotreno, poi durante la fuga mentre parlava al telefono e si aggirava nei pressi della stazione. Il momento dell’omicidio rimane senza testimonianza visiva, poiché luogo privo di videosorveglianza. Il killer, già noto alle forze dell’ordine per porto d’armi e stato di ubriachezza nei pressi della stazione, vive dal 2019 senza dimora in Italia. Inoltre, Jelenic si muoveva spesso e con disinvoltura tra banchine, sottopassaggi e vagoni.

La dinamica dell’aggressione secondo gli investigatori

Secondo la ricostruzione, Marin Jelenic avrebbe seguito Ambrosio per alcuni minuti, colpendolo poi alle spalle con un solo fondente. Dopo l’aggressione, l’assassino scappa, per poi tornare qualche minuto dopo, gesto che ha insospettito ulteriormente gli inquirenti. Inoltre, il giorno stesso del delitto, giunto da poco a Bologna (alle 17.39), aveva tentato di derubare un supermercato vicino alla stazione. Fortunatamente, senza riuscirci perché allontanato dagli agenti della Polfer subito dopo l’omicidio.

Le ricerche di Marin Jelenic tra l’Emili-Romagna e la Lombardia: finalmente l’arresto

Dunque, Jelenic ha proseguito la sua evasione a Milano, dove viene poi avvistato in stazione mentre saliva su un tram. La fuga si è conclusa solo il giorno seguente. Attorno alle 21 della sera successiva, la Squadra della Polfer lo ha arrestato alla stazione di Desenzano del Garda. Identificato senza opporre resistenza e portato in caserma, avrebbe pronunciato una frase emblematica: «so di essere ricercato, ma non esattamente per che cosa». La sua affermazione non ha cambiato l’esito delle indagini. Tuttavia, si cerca di scoprire se Jalenic ha avuto un collaboratore per il suo gesto disumano.

Fonte: Resto del Carlino

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