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Cronache

Mobilità internazionale, la sfida silenziosa dell’Emilia-Romagna

Il Rapporto CNEL evidenzia un limite strutturale del territorio: per superarlo serve una strategia che unisca servizi, cultura e capacità di dialogo con i nuovi protagonisti globali.

Veduta aerea del centro di Bologna
Veduta aerea del centro di Bologna (Fonte immagine: Depositphotos)

Il tema dell’attrattività territoriale torna ciclicamente al centro del dibattito pubblico, ma raramente viene affrontato con lo sguardo lungo che richiederebbe. Il recente Rapporto del CNEL sull’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati consegna una fotografia chiara e, per certi versi, preoccupante: l’Emilia-Romagna presenta una mobilità internazionale limitata, sia in uscita sia in entrata. Un dato che pesa, soprattutto se rapportato alla reputazione storica della regione come area dinamica, industriale e ad alta qualità della vita.

Consapevole di questo limite strutturale, la Regione ha avviato una serie di iniziative pensate per rendere il territorio più accogliente verso chi, dall’estero, valuta un trasferimento per studio, lavoro o ricerca. Servizi dedicati, semplificazione amministrativa, politiche di accompagnamento: strumenti utili, ma non sufficienti se non accompagnati da una strategia culturale più profonda.

L'installazione "Iwagumi - Dismisura" in Piazza Maggiore a Bologna

L’installazione “Iwagumi – Dismisura” in Piazza Maggiore a Bologna (© Simone Caniati)

Mobilità internazionale – Gli “ambasciatori” del territorio e la sfida dell’interculturalità

Uno dei pilastri di questa strategia è l’affidamento a talenti già residenti in Emilia-Romagna del ruolo di veri e propri “ambasciatori” del territorio. Persone chiamate a raccontare la regione all’estero, a costruire ponti, a rendere comprensibile e desiderabile un possibile approdo in Italia. Ma per svolgere efficacemente questo compito, non basta promuovere opportunità economiche o qualità della vita: è necessario entrare in sintonia con la visione del mondo di chi si vorrebbe attrarre.

È qui che il confronto con la cultura cinese diventa particolarmente istruttivo. Da anni, un numero crescente di studenti provenienti dalla Cina frequenta università d’élite come Cambridge e Oxford.

Bologna viabilità (crediti immagine: Comune di Bologna)

Foto di Comune di Bologna

Guardare la Cina con gli occhi dei suoi giovani

Per comprendere come rendere attrattivo il nostro territorio a questi profili, è utile provare a guardare la Cina dalla loro prospettiva. Un esercizio di immedesimazione che diventa ancora più concreto grazie al contatto diretto con studenti di cui alcuni docenti europei sono mentori all’interno dei percorsi universitari internazionali.

Mobilità internazionale – Dall’economia digitale all’integrazione reale-digitale

Questa strategia non si limita allo sviluppo di applicazioni digitali o piattaforme per i consumatori. Al contrario, il cuore del cambiamento risiede nell’integrazione tra mondo digitale e industria reale. Intelligenza artificiale, automazione avanzata e sistemi intelligenti vengono innestati nei processi dell’industria pesante, della manifattura e delle infrastrutture, con l’obiettivo di ridurre sprechi, ottimizzare risorse e migliorare l’impatto ambientale.

La lezione per l’Emilia-Romagna

Se l’Emilia-Romagna vuole davvero diventare attrattiva per questi talenti, non può limitarsi a offrire incentivi o servizi. Deve dimostrare di condividere, almeno in parte, una visione di lungo periodo sul rapporto tra sviluppo, tecnologia e sostenibilità. Deve saper raccontare il proprio modello produttivo non solo come efficiente, ma come capace di evolversi.

Fonte: Corriere di Bologna

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