La tragedia di Crans-Montana, la località turistica svizzera dove la notte di Capodanno 40 persone (soprattutto giovanissime) hanno perso la vita a causa di un terribile incendio scoppiato nel bar Le Constellation, ha portato a galla il problema della sicurezza dei locali. Anche il nostro Paese, dunque, si è attivato per verificare che le norme di sicurezza nei luoghi della movida vengano rispettate.
Dopo Crans-Montana al via i controlli di sicurezza anche sui locali di Bologna: maggiore attenzione alla capienza e alle norme anti-incendio
Bologna non fa eccezione. Le autorità locali, tra cui la vicesindaca Emily Clancy, il prefetto Enrico Ricci e il questore Gaetano Bonaccorso, si sono incontrati con i vertici di carabinieri, polizia, guardia di finanza e vigili del fuoco per concordare il da farsi. Dal comitato sulla sicurezza è emersa la necessità di nuovi controlli sui luoghi della movida. «Si parte dall’idea che che gran parte dei locali di Bologna sia a norma, ma andremo a verificare man mano. Ciò su cui ci concentreremo maggiormente sarà il rispetto delle norme anti-incendio e delle capienze, ma controlleremo anche altri ambiti come la formazione del personale, le misure di prevenzione e la regolarità di strutture, materiali e uscite di emergenza» sono state le parole del prefetto Ricci.
La vicesindaca Clancy, poi, ha invitato tutti i cittadini a segnalare eventuali irregolarità e possibili situazioni di pericolo. «Il Comune svolge già controlli con la polizia locale ma naturalmente siamo pienamente disponibili all’organizzazione di controlli congiunti con la Prefettura. C’è inoltre la volontà di incontrare il comitato di genitori, il quale aveva chiesto l’apertura di un tavolo di confronto dopo la strage di Crans-Montana. Pensiamo sia opportuno approfittare di un un’attenzione generale della città per intensificare questo tipo di attività» ha aggiunto Clancy.
L’obiettivo è solo uno: impedire che quanto accaduto a Crans-Montana si ripeta. La tragedia del Constellation, nel quale sono morti alcuni ragazzi italiani tra cui il 16enne bolognese Giovanni Tamburi, avrebbe potuto essere evitata se i proprietari del locale avessero rispettato le regole di sicurezza.
(Fonte: Corriere di Bologna, Federica Nannetti)
