Il restyling dello stadio Renato Dall’Ara è arrivato a un passaggio decisivo. Dopo mesi di interlocuzioni, revisioni progettuali e valutazioni economiche, l’amministrazione comunale guidata da Matteo Lepore chiede ora una presa di posizione chiara al Bologna Fc. Il sindaco non chiude definitivamente la porta, ma mette sul tavolo una questione di tempi e di responsabilità: senza risposte rapide e documentate da parte del club, il Comune sarà costretto a riconsiderare l’intero percorso avviato.
La partita sul futuro dell’impianto, che per anni ha rappresentato uno dei dossier più ambiziosi per la città, appare oggi rallentata da un quadro finanziario profondamente mutato rispetto alle premesse iniziali. Un rallentamento che rischia di trasformarsi in uno stop vero e proprio.

Stadio Dall’Ara (@Damiano Fiorentini)
Restyling Dall’Ara – Costi lievitati e progetto in affanno
Il nodo principale resta quello economico. Il piano originario prevedeva un investimento complessivo intorno ai 150 milioni di euro, con una quota pubblica pari a 40 milioni garantita dal Comune e il resto a carico della proprietà del Bologna. L’aumento generalizzato dei costi, legato all’inflazione e al rincaro delle materie prime, ha però modificato radicalmente lo scenario.
Le stime aggiornate parlano oggi di un intervento che sfiora i 230 milioni di euro, lasciando scoperto un gap di circa 90 milioni. Una cifra che, allo stato attuale, viene considerata non sostenibile dal club rossoblù, nemmeno ipotizzando il supporto del Credito sportivo. È su questo squilibrio che il progetto ha progressivamente perso slancio, finendo di fatto su un binario morto.
Lepore: «Disponibili ad andare avanti, ma servono decisioni»
Nonostante le difficoltà, il sindaco Lepore ribadisce la disponibilità del Comune a fare la propria parte. Palazzo d’Accursio, sottolinea, è pronto anche a valutare un ulteriore impegno economico, ma solo all’interno di un quadro chiaro e condiviso. Ciò che non è più possibile, secondo il primo cittadino, è rimanere in una fase interlocutoria indefinita.
Il messaggio al Bologna è diretto: se la società ha bisogno di qualche giorno per definire la propria posizione, il Comune può attendere. Se invece i tempi dovessero allungarsi di mesi o anni, l’amministrazione dovrà necessariamente prendere altre strade. In gioco non c’è solo il futuro dello stadio, ma anche la gestione delle risorse pubbliche già accantonate.

Stadio Dall’Ara (@Damiano Fiorentini)
I 40 milioni e l’ipotesi di sospensione dell’iter
Il passaggio più delicato riguarda proprio i 40 milioni di euro messi a bilancio per il restyling del Dall’Ara. Senza novità sostanziali a breve termine, il Comune dovrà chiudere formalmente l’iter amministrativo e destinare quelle risorse ad altri interventi. Una scelta definita come una forma di autotutela, necessaria per evitare che fondi pubblici restino bloccati su un progetto privo di prospettive immediate.
In questo senso, negli uffici di Palazzo d’Accursio circola già una bozza di delibera che prevede la sospensione del procedimento. Un documento noto anche alla dirigenza del Bologna, che è stata informata della linea dell’amministrazione e delle conseguenze di un’ulteriore fase di stallo.
Investitori cercasi, ma la redditività resta un problema
Dal punto di vista del club, l’auspicio è che il Comune possa favorire l’ingresso di nuovi investitori in grado di colmare il vuoto finanziario. Tuttavia, il contesto non appare semplice. Il punto critico resta la scarsa redditività dell’operazione per una società che, anche a lavori conclusi, continuerebbe a utilizzare un impianto di proprietà pubblica.
Senza un ritorno economico chiaro e strutturale, l’interesse di potenziali partner privati rimane limitato. Ed è proprio questa asimmetria tra investimento e benefici a rendere fragile l’intero impianto progettuale. La decisione finale spetterà al sindaco, che dovrà valutare quando portare il dossier in giunta per un atto formale. Non è escluso che i tempi possano slittare leggermente, ma la sensazione è che lo spazio per rinvii prolungati sia ormai ridotto al minimo.
