La rissa avvenuta giovedì sera davanti alla chiesa di Santa Maria della Misericordia ha riportato sotto i riflettori una situazione che, secondo residenti e istituzioni, non è più episodica. Porta Castiglione, uno degli accessi storici al centro di Bologna, è da tempo teatro di bivacchi, tensioni e presenze problematiche che rendono sempre più fragile l’equilibrio del quartiere.

Porta Castiglione (©Comune di Bologna)
Porta Castiglione – La rissa davanti alla chiesa e l’intervento della polizia
Erano circa le 21.30 quando gli agenti del commissariato Due Torri–San Francesco sono intervenuti per sedare una violenta lite tra due uomini, entrambi trentatreenni. Durante lo scontro, uno dei due, un cittadino marocchino, ha estratto un coltellino colpendo l’altro, di origine romena, alla mano. Il ferito è stato medicato, mentre l’aggressore è stato fermato sul posto.
Gli accertamenti successivi hanno evidenziato una situazione già nota alle forze dell’ordine: il cittadino marocchino è risultato irregolare sul territorio nazionale, con numerosi precedenti penali e un provvedimento di espulsione già pendente. È stato denunciato per possesso di oggetti atti a offendere, tentate lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Anche il secondo uomo coinvolto non è estraneo alla zona: gravita da tempo nell’area di Porta Castiglione e presenta diversi precedenti. Per lui è stato disposto un ordine di allontanamento da parte dell’ufficio immigrazione.
Un disagio che i residenti denunciano da tempo
Per chi vive nella zona, quanto accaduto rappresenta solo l’ultimo episodio di una lunga serie. I residenti parlano di una convivenza sempre più difficile, segnata da bivacchi notturni, consumo di alcol, degrado e paura. Secondo alcuni, l’aggressione non sarebbe neppure tra i fatti più gravi registrati negli ultimi mesi, segno di un’escalation che preoccupa.

Porta Castiglione (©Comune di Bologna)
Porta Castiglione – Il ruolo della parrocchia e il racconto di don Paolo
A cercare quotidianamente un dialogo con chi frequenta l’area è don Paolo, parroco di Santa Maria della Misericordia. Il sacerdote descrive una realtà complessa e stratificata. Da un lato, un gruppo stabile di persone che staziona abitualmente in zona, generalmente più tranquilla; dall’altro, presenze intermittenti e soggetti di passaggio, spesso più problematici.
Secondo il parroco, tra chi dorme regolarmente nei pressi della chiesa convivono storie molto diverse, ma uno dei fattori più critici resta l’abuso di alcol, che abbassa la soglia di controllo e favorisce reazioni imprevedibili. A questo si aggiunge una conformazione urbanistica che, per come è strutturata l’area, facilita ritrovi e attività illecite. Da qui l’appello a un confronto costante con l’amministrazione comunale, già avviato nelle ultime settimane.
Comune e istituzioni: più controlli e presenza sul territorio
Dal Comune arriva la conferma di un’attenzione crescente. L’assessora alla Sicurezza Matilde Madrid sottolinea la necessità di rafforzare i controlli e aumentare la presenza delle forze dell’ordine, annunciando la richiesta di un incontro con Prefetto e Questore per fare il punto sulla situazione insieme ai residenti.
Anche il sindaco Matteo Lepore riconosce la gravità del contesto, ribadendo la necessità di più uomini sul territorio e di un impegno maggiore del governo centrale. Accanto al tema della sicurezza, il primo cittadino richiama anche l’urgenza di affrontare i nodi legati alla salute mentale, sottolineando come chi commette reati non possa tornare in libertà dopo pochi giorni senza un percorso adeguato.
