La stagione delle cosiddette “spese pazze” in Emilia-Romagna torna a produrre effetti concreti sul piano contabile. La Corte dei Conti ha infatti condannato quattro ex consiglieri regionali a risarcire la Regione per il danno di immagine arrecato all’istituzione, riconoscendo la fondatezza delle richieste avanzate dalla Procura contabile. Una decisione che chiude, almeno sul versante erariale, una vicenda giudiziaria iniziata oltre dieci anni fa e che ha segnato profondamente la credibilità della politica regionale.

Porta Castiglione (©Comune di Bologna)
I nomi coinvolti e le responsabilità accertate
A finire sotto la scure dei giudici contabili sono stati Marco Monari e Gabriella Ercolini, entrambi esponenti del Partito democratico, Carlo Monaco del Gruppo per l’Emilia e Matteo Riva, ex capogruppo del Gruppo misto. Le contestazioni riguardano l’utilizzo improprio dei fondi destinati all’attività dei gruppi consiliari nel corso delle legislature avviate nel 2005 e nel 2010.
Secondo la Corte dei Conti, le condotte accertate hanno prodotto non solo un danno patrimoniale, ma soprattutto un pregiudizio all’immagine della Regione Emilia-Romagna, colpita nella sua reputazione istituzionale da comportamenti giudicati incompatibili con il ruolo pubblico ricoperto dagli imputati.
Regione – Il caso Monari-Ercolini: risarcimenti ridotti ma confermati
Per quanto riguarda Marco Monari e Gabriella Ercolini, la Procura regionale aveva inizialmente richiesto la condanna del solo Monari a un risarcimento pari a 40mila euro, oltre a una quota aggiuntiva da corrispondere in solido con Ercolini. I giudici hanno ritenuto congrua l’impostazione accusatoria, ma hanno applicato una riduzione del 20 per cento sull’importo complessivo, riconoscendo un parziale ridimensionamento delle somme contestate.

Università di Bologna (©UniBo)
Monaco e l’annullamento penale, ma resta il danno erariale
Diversa ma non meno significativa la posizione di Carlo Monaco. L’ex consigliere era stato condannato in primo grado con rito abbreviato a un anno e sei mesi di reclusione per alcuni degli episodi contestati, con sentenza confermata in appello. Successivamente, però, la Cassazione ha annullato la condanna senza rinvio per intervenuta prescrizione del reato.
Un esito che non ha però convinto la Corte dei Conti a escludere la responsabilità contabile. I giudici hanno infatti ritenuto infondati i motivi di ricorso presentati da Monaco e lo hanno condannato a risarcire la Regione Emilia-Romagna con una somma pari a 40mila euro, ritenuta proporzionata al danno di immagine prodotto dalle condotte accertate.
Regione – Matteo Riva e il principio del “doppio del vantaggio”
L’ultimo caso riguarda Matteo Riva, per il quale la Procura contabile aveva chiesto un risarcimento di 10mila euro. Anche in questo caso la Corte ha accolto integralmente la richiesta, condannando l’ex consigliere al pagamento della somma.
Riva era stato condannato in via definitiva in sede penale a un anno e nove mesi, con pena sospesa, per peculato. Secondo i giudici contabili, l’importo stabilito corrisponde al doppio delle utilità illecitamente utilizzate durante il suo mandato, applicando un criterio già consolidato nella giurisprudenza contabile in materia di danno all’immagine.
