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Cronache

Studenti e caro-affitti: a Bologna si espandono le residenze universitarie di lusso

A Bologna il mercato immobiliare cambia volto: investitori internazionali e residenze esclusive ridefiniscono il rapporto tra università e territorio.

Bologna - Studenti in protesta per il caro Affitti ©RadiaBo
Bologna - Studenti in protesta per il caro Affitti ©RadiaBo

Trovare una stanza a Bologna è diventata un’impresa lunga e costosa. In media servono oltre tre mesi di ricerca prima di riuscire a ottenere un alloggio, e quando finalmente si trova una soluzione, i prezzi risultano spesso proibitivi. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio metropolitano del sistema abitativo, una camera singola supera ormai i 500 euro mensili, mentre un posto letto in stanza condivisa si avvicina ai 420 euro. Numeri che segnano aumenti consistenti rispetto a pochi anni fa e che descrivono un quadro ormai strutturale di difficoltà per la popolazione universitaria.

La questione abitativa studentesca è stata al centro di un seminario pubblico promosso dal Comune insieme all’Università di Bologna, con il coinvolgimento di diversi dipartimenti accademici. L’obiettivo dell’incontro era analizzare l’impatto che la presenza di migliaia di studenti ha sull’assetto urbano e sociale della città, dove il diritto allo studio rischia sempre più di dipendere dal reddito disponibile.

Università di Bologna (©UniBo)

Università di Bologna (©UniBo)

Il mercato immobiliare studentesco sotto pressione

L’indagine evidenzia come il rapporto tra Bologna e i suoi universitari stia attraversando una fase critica. L’aumento costante dei canoni, unito alla scarsità di alloggi accessibili, ha generato una crescente insoddisfazione tra gli studenti, che manifestano maggiore gradimento solo quando riescono a trovare casa nelle zone centrali, tradizionalmente più richieste ma anche più costose.

Il fenomeno non riguarda soltanto i prezzi, ma anche la trasformazione del mercato immobiliare. Gli studiosi parlano infatti di una progressiva “finanziarizzazione” dell’abitare studentesco: negli ultimi anni si sono moltiplicati operatori privati e investitori internazionali interessati a realizzare residenze universitarie di fascia alta, spesso concepite come veri e propri complessi autosufficienti.

Il boom degli studentati privati e il caso Bolognina

Uno dei territori simbolo di questa trasformazione è la Bolognina, quartiere destinato nei prossimi anni a ospitare oltre quattromila posti letto in strutture private dedicate agli studenti. Qui sorgono edifici moderni dotati di servizi integrati, pensati per attrarre soprattutto giovani stranieri disposti a sostenere costi elevati pur di avere comfort e standard abitativi internazionali.

Le tariffe di queste residenze possono arrivare a sfiorare i mille euro per una stanza singola, mentre una doppia supera frequentemente i seicento euro. Secondo le analisi accademiche, chi vive in questi complessi tende a restare separato dalla vita quotidiana del quartiere, percepito spesso come marginale o poco attrattivo. Una dinamica che, oltre a riflettere differenze economiche, rischia di accentuare la distanza tra popolazione studentesca e tessuto urbano.

Porta Castiglione (©Comune di Bologna)

Porta Castiglione (©Comune di Bologna)

Bologna – Diritto allo studio e trasformazioni sociali

La questione abitativa non riguarda soltanto il mercato immobiliare ma tocca aspetti culturali e sociali più ampi. Una città universitaria, sostengono gli amministratori locali e i ricercatori coinvolti nello studio, non può permettersi che l’accesso alla formazione dipenda dalle possibilità economiche individuali. Il rischio è quello di una selezione indiretta degli studenti, con effetti sulla composizione sociale degli iscritti e sul ruolo stesso dell’università come motore di mobilità.

Parallelamente al dibattito sull’abitare, le istituzioni regionali hanno ospitato anche iniziative dedicate ai giovani e al loro rapporto con la società contemporanea. In occasione della giornata internazionale per la sicurezza online, studenti bolognesi hanno proposto di intitolare una strada a Carolina Picchio, la quattordicenne morta nel 2013 dopo episodi di cyberbullismo. Un segnale simbolico che testimonia come il mondo studentesco non sia soltanto destinatario di politiche pubbliche, ma anche protagonista di proposte e sensibilità civili.

Fonte: Il Resto del Carlino

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