Il piano di espansione della rete tranviaria cittadina subisce una revisione significativa. Il tratto finale della Linea Rossa non verrà realizzato nei tempi previsti e si fermerà temporaneamente prima della destinazione originaria. L’amministrazione di Bologna ha infatti ufficializzato la decisione di sospendere una porzione strategica dell’opera, rimandandone la costruzione a una fase successiva. La scelta nasce da ostacoli tecnici e procedurali legati al progetto del Passante autostradale, ritenuti al momento incompatibili con la prosecuzione dei lavori secondo il cronoprogramma stabilito.

Tram a Bologna (©Tram Bologna)
Il tratto sospeso e il nuovo capolinea
La tratta interessata dallo stop riguarda circa 2,7 chilometri tra San Donnino e il polo universitario di Agraria, con passaggio nel quartiere Pilastro e collegamento verso l’area di Grand Tour Italia. Questo segmento, che avrebbe incluso anche un cavalcavia sopra l’asse tangenziale-autostrada, è stato formalmente escluso dall’appalto in corso. Di conseguenza la fermata di San Donnino diventa il capolinea provvisorio della linea.
Il provvedimento è stato deliberato dalla giunta riunita a Palazzo d’Accursio, sede istituzionale del Comune. Nelle motivazioni si sottolinea che l’intervento rinviato dipende direttamente dalle tempistiche di consolidamento del ponte di via San Donato, infrastruttura sotto la competenza di Autostrade per l’Italia. Fino a quando non saranno definite con precisione modalità e tempi di quell’opera, procedere con la linea tranviaria risulterebbe impraticabile.

San Donnino (©San Donnino Wiki)
Obiettivo PNRR salvaguardato
Nonostante il ridimensionamento, l’amministrazione assicura che il target fissato dal PNRR resta raggiungibile. Il piano nazionale impone infatti la realizzazione di 15 chilometri di rete tranviaria entro il 30 giugno 2026. Traguardo che, secondo le valutazioni tecniche comunali, potrà essere centrato anche limitando la Linea Rossa alla nuova configurazione temporanea.
L’idea di fondo, spiegano da Palazzo d’Accursio, è quella di completare la parte principale dell’infrastruttura senza bloccare l’intero progetto per una sola tratta. Una volta chiarita la questione del ponte e del Passante, la porzione oggi esclusa potrà essere riprogrammata e affidata con un successivo appalto.
Altri interventi cancellati dal progetto
La stessa delibera che sancisce lo stop parziale introduce anche la rinuncia ad alcune opere accessorie inizialmente previste. Tra queste figurano il parcheggio sotterraneo di via Manuzio e quello progettato nelle vicinanze del parco della Zucca.
Nel primo caso, gli uffici tecnici hanno ritenuto eccessivo l’impatto dei cantieri, soprattutto per le verifiche archeologiche necessarie prima dello scavo, a fronte di un aumento limitato dei posti auto disponibili. Nel secondo caso, invece, la realizzazione avrebbe comportato l’abbattimento di 18 alberi e la costruzione di una struttura sopraelevata di due piani, con effetti visivi giudicati troppo invasivi per il contesto urbano circostante.

Veduta aerea del centro di Bologna (Fonte immagine: Depositphotos)
La posizione della giunta
L’assessore alla Mobilità Michele Campaniello ha spiegato che nelle prossime settimane verrà inviata una comunicazione alle famiglie residenti nel quartiere Pilastro per illustrare le ragioni della scelta. Secondo l’assessore, l’attuale impasse del Passante e l’incertezza sui tempi di intervento sul ponte hanno reso inevitabile lo stralcio temporaneo.
Campaniello ha tuttavia ribadito che il collegamento tranviario verso il Pilastro resta una priorità strategica per l’amministrazione, considerato essenziale per migliorare la connessione del quartiere con il resto della città tramite un mezzo rapido e sostenibile.
Fonte: Corriere di Bologna
