Un viaggio sonoro tra Nord Europa e paesaggi marini approda questa sera sotto le due Torri. Alle 20.30, all’Auditorium Manzoni, la stagione sinfonica del Teatro Comunale si arricchisce di un appuntamento speciale, affidato alla bacchetta di Daniel Bjarnason, figura di spicco della nuova musica islandese.
Daniel Bjarnason, un artista senza confini
Compositore, direttore e artista associato della Iceland Symphony Orchestra, Daniel Bjarnason incarna una delle voci più originali della scena musicale contemporanea. Direttore apprezzato da importanti orchestre internazionali, ha sviluppato come compositore un linguaggio personale, segnato da una spiccata versatilità e da un continuo dialogo tra tradizione e sperimentazione.
La sua musica attraversa con naturalezza i confini della classica, aprendosi a collaborazioni con artisti provenienti da mondi diversi: dai conterranei Sigur Rós a Laufey e Ben Frost, fino a figure iconiche come Brian Eno ed Efterklang. Tra i progetti più significativi figura anche la collaborazione con Rosalía per Lux, mentre l’album Concurrence gli è valso una nomination ai Grammy, confermando il profilo internazionale di un artista capace di coniugare ricerca, immaginazione e rigore formale.
Bjarnason torna sul podio dell’Orchestra del Comunale per presentare un repertorio originale che include due sue opere in prima esecuzione italiana: Fragile Hope e il Concerto per violino e orchestra. A dare voce a quest’ultimo sarà la violinista svedese Ava Bahari, al debutto nel cartellone bolognese e già considerata uno dei talenti più promettenti della sua generazione.
Fragile Hope e Concerto per violino
Il programma si apre e si chiude nel segno del grande Nord, intrecciando musica e paesaggio. Dopo l’intensa Passacaglia tratta da Peter Grimes di Benjamin Britten, pagina in cui il mare diventa presenza drammatica e simbolica, l’ascolto si concentra sulle opere di Daniel Bjarnason presentate a Bologna.
Fragile Hope, eseguito per la prima volta in assoluto a Göteborg nel 2024, nasce da un progetto dedicato alla fragilità dell’ecosistema marino e si sviluppa come un flusso sonoro ininterrotto, capace di restituire la forza primordiale e la continua trasformazione del paesaggio islandese.
Commissionato dalla Los Angeles Philharmonic e dalla Iceland Symphony Orchestra, il Concerto per violino, presentato in prima esecuzione nel 2017 sotto la direzione di Gustavo Dudamel, si articola in un unico movimento e affida allo strumento solista un ruolo di particolare rilievo, accentuato dall’uso di un’accordatura non convenzionale. Il percorso musicale trova infine compimento nella Sinfonia n. 7 di Jean Sibelius, summa poetica di un linguaggio che trasforma la natura nordica in forma sonora.
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