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Guglielmo Marconi: 130 anni dal primo segnale wireless

Il primo segnale wireless partì da Bologna: quest’anno è il 130° anniversario dall’invenzione di Marconi. Fortunato, Presidente della Fondazione, diffonde l’opera con lo sguardo rivolto al futuro mondo della comunicazione.

Nel 1895, dunque 130 anni fa, Guglielmo Marconi aveva solo 21 anni quando riuscì a trasmettere un segnale senza fili oltre un ostacolo naturale. Quell’esperimento, avvenuto nella tenuta di famiglia a Pontecchio, sulle colline bolognesi, segnò una svolta epocale. Infatti, in un’epoca dominata dal telegrafo e dai collegamenti via cavo, Marconi immaginò un sistema capace di sfruttare le onde elettromagnetiche per comunicare a distanza, dando avvio a scenari del tutto innovativi.

130 anni dalla nascita della radio e delle telecomunicazioni moderne

Quel primo segnale wireless rappresentò l’atto di nascita della radio e pose le fondamenta delle moderne telecomunicazioni. Da quell’intuizione derivarono, negli anni, sviluppi tecnologici che hanno portato alla diffusione della radiofonia, della televisione, dei sistemi radar e, più recentemente, delle comunicazioni satellitari e delle reti wireless. Tecnologie che oggi fanno parte della quotidianità globale affondano le loro radici proprio nell’esperimento del 1895.

Villa Griffone - Museo Marconi (©Museo Marconi)

Villa Griffone – Museo Marconi (©Museo Marconi)

Villa Griffone: il luogo dell’esperimento di Guglielmo Marconi

L’esperimento di Marconi ebbe luogo in Villa Griffone, oggi sede della Fondazione Guglielmo Marconi, alle porte di Bologna. La villa non rappresenta soltanto un museo, ma uno spazio culturale e scientifico che conserva la memoria degli esperimenti marconiani e promuove attività di ricerca, divulgazione e formazione. In questo spazio si intrecciano la storia, la scienza e il territorio, rendendo tangibile il percorso dell’innovazione.

Giulia Fortunato alla guida della Fondazione Guglielmo Marconi

Giulia Fortunato, Presidente della Fondazione Guglielmo Marconi dall’anno scorso, si impegna fortemente nel valorizzare l’eredità scientifica e culturale di Marconi e nel renderla attuale. Sotto la sua guida, Villa Griffone si afferma come un punto di riferimento nazionale e internazionale, per il mondo accademico, istituzionale e pubblico.

Villa Griffone: numeri in crescita e attesi i dati del 2025

Anche i dati di affluenza dei visitatori di Villa Griffoni confermano l’interesse crescente verso la figura di Marconi. Il Museo Marconi (nome alternativo di Villa Griffone) ha registrato, infatti, un aumento dell’affluenza dei visitatori superiore al 76%. Un risultato significativo che testimonia la rinnovata attenzione verso la storia delle comunicazioni. Ora si attendono i dati del 2025, ma il trend sembra proseguire in positivo.

Dopo 130 anni: perché ricordare il primo segnale wireless

Celebrare i 130 anni dal primo segnale senza fili significa riconoscere l’importanza di un passaggio decisivo nella storia della comunicazione. L’esperienza di Marconi dimostra come l’innovazione nasca spesso dalla capacità di immaginare ciò che ancora non esiste e di sfidare i limiti tecnologici del proprio tempo. Senza quella visione, il mondo iperconnesso di oggi non corrisponderebbe a quello che oggi noi conosciamo.

Locandina del convegno per il 130° anniversario del segnale senza fili di Guglielmo Marconi (©Marconi 150)

Locandina del convegno per il 130° anniversario del segnale senza fili di Guglielmo Marconi (©Marconi 150)

Dalla storia di Guglielmo Marconi al futuro: cybersicurezza e comunicazione subacquea

Il convegno organizzato per il 130° anniversario ha rivolto lo sguardo anche verso le sfide contemporanee. Al centro del dibattito hanno avuto rilevanza dei temi legati al mondo della comunicazione. Prima di tutti la cybersicurezza, cruciale per proteggere le comunicazioni digitali. In seguito, ha attirato interesse anche la dimensione subacquea delle reti di comunicazione, legata ai cavi e alle infrastrutture che sostengono le reti Internet a livello globale. Questo confronto ha ratificato come l’eredità marconiana continui tutt’oggi a ispirare riflessioni sul futuro mondo delle comunicazioni.

Fonte: Il Resto del Carlino

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