Seguici su

Ciao, cosa stai cercando?

Bologna e dintorni

Il Teatro Comunale di Bologna richiede un ultimo sforzo

Dopo anni dall’inizio dei lavori per la ristrutturazione del Teatro Comunale l’approdo finale è vicino, ma sono necessari altri 5 milioni di euro. Tuttavia, il 14 febbraio 2027 segnerà una data importante per Bologna perché festeggerà la collaborazione tra enti pubblici e i singoli cittadini.

Il sindaco Matteo Lepore e la sovrintendente del Teatro Comunale Elisabetta Riva (©Teatro Comunale)
Il sindaco Matteo Lepore e la sovrintendente del Teatro Comunale Elisabetta Riva (©Teatro Comunale)

Il Teatro Comunale di Bologna vanta radici antiche e profonde nel tessuto culturale della città. Fin dalla sua apertura, con la prima esecuzione de ­“Il trionfo di Clelia” di Gluck il 14 maggio 1763, il teatro ha rappresentato uno dei simboli della vita civica e culturale di Bologna. Chiuso nel 2022 per esigenze tecniche e funzionali, il Comune di Bologna ha avviato un lavoro di restaurazione che richiede ancora cinque milioni di euro. A renderlo possibile: enti pubblici, come il Comune di Bologna tra fondi propri, risorse del PNRR e finanziamenti europei (14 milioni di euro), e donazioni private, come la campagna di fundraising “Cantiere Itaca”. Il 14 febbraio 2027 è prevista la riapertura del teatro.

Il Teatro Comunale di Bologna (©Teatro Comunale)

Il Teatro Comunale di Bologna (©Teatro Comunale)

Storia del Teatro Comunale di Bologna

La storia del Teatro Comunale di Bologna risale al 1763, a seguito dell’incendio del Teatro Malvezzi nel 1745.  La città, dunque, affidò all’architetto-scenografo Antonio Galli Bibiena il compito di realizzare una struttura in pietra nello stile barocco del periodo. L’edificio divenne fulcro culturale, ospitando produzioni liriche, concerti sinfonici e rassegne sceniche che ne sancirono l’importanza per Bologna e per l’Italia. Infatti, ospitò musicisti di fama mondiale, come Mozart e Rossini. Inoltre, fu il primo teatro a mettere in scena alcune opere wagneriane, come “Tristan und Isolde” e “Parsifal”, tanto che Bologna ottenne la fama di città “wagneriana”.

Con il passare del tempo, però, gli elementi architettonici originali risultarono insufficienti rispetto al contesto urbano, che richiedeva una maggiore permeabilità della struttura. Per questo motivo, l’intervento di restauro portò alla chiusura al pubblico della sede storica nel 2022 (l’ultima replica risale al 20 novembre 2022). Dunque, la ristrutturazione del teatro rappresenta non solo un’opera di messa in sicurezza e di rinnovamento, ma una vera promessa di rilancio.

Il restauro del Teatro Comunale

Dopo l’ultima replica nella sede originale in Piazza Verdi, il Teatro si è trasferito temporaneamente al Bologna Congress Center in Piazza della Costituzione 4a. La ristrutturazione garantirà un’efficienza energetica per ridurre i consumi, un adeguamento antincendio e sismico, l’amplificazione della versatilità teatrale e l’apertura urbana come luogo di servizio alla città. Il progetto di riqualificazione comprende restauri architettonici nelle facciate, nel portico e negli ingressi. Inoltre, prevede un aggiornamento profondo della macchina scenica, degli impianti e della funzionalità interna.

Per esempio, l’intervento sul portico e sulla facciata lungo piazza Verdi include la tinteggiatura, la lucidatura di superfici e il posizionamento di faretti al pavimento per valorizzare l’architettura del portico. Previste anche la realizzazione di un nuovo piano interrato per spostare la macchina scenica e liberare superfici al piano terreno. Infine, un nuovo accesso verso via del Guasto con biglietteria e bar-bistrot aperti alla città. Durante i lavori di scavo nel piano interrato sono emersi alcuni reperti archeologici, come resti murari rinascimentali e tracce di bagni pubblici degli anni ’30.

Tempistiche ed enti

La riapertura della sede storica è prevista per il 14 febbraio 2027. Le risorse pubbliche ammontano a circa 14 milioni di euro messi a disposizione dal Comune di Bologna. Nel bilancio risultano contribuenti anche la Regione Emilia‐Romagna e lo Stato. Inoltre, la Fondazione del Teatro di Bologna beneficia di erogazioni liberali e contributi attraverso il portale Art Bonus. Tra le aziende tramite Art Bonus: HERA S.p.A., TPER S.p.A., Illumia S.p.A. e Valsoia S.p.A. Il progetto necessita però di altri cinque milioni di euro.

“Cantiere Itaca”: il fundraising che accompagna il rilancio

Parallelamente agli investimenti pubblici, la campagna di raccolta fondi denominata “Cantiere Itaca”. La campagna prevede il coinvolgimento di donatori, sponsor, e cittadini attraverso un modello chiamato “I 72 Nostoi. Il Circolo del Ritorno”. Dunque, un richiamo al viaggio di ritorno degli eroi al rientro dalla guerra di Troia, come un simbolo di appartenenza e comunità alla città di Bologna. Il “Cantiere Itaca” invita ciascuno ad essere parte di questo viaggio perché ogni donatore è un protagonista. Per chi volesse partecipare, le modalità includono donazioni liberali, sponsorizzazioni, adesione al Circolo dei “Nostoi”, o il sostegno di singoli spazi con riconoscimento pubblico.

Concretamente, la raccolta punta a due milioni di euro per gli spazi dedicati al pubblico (foyer, palchi storici, volta della Sala Bibiena e lampadario monumentale) e un milione l’anno per la valorizzazione artistica e gestionale. Tra i donatori già presenti figura l’azienda Alfasigma S.p.A., che ha contribuito con un milione di euro per nuovi uffici e un ascensore.

Platea Sala Bibiena del Teatro Comunale di Bologna (©Teatro Comunale)

Platea Sala Bibiena del Teatro Comunale di Bologna (©Teatro Comunale)

Gli obbiettivi finali del rilancio del Teatro Comunale

La riqualificazione del Teatro Comunale di Bologna non è solo un restauro edilizio, ma un investimento sulla cultura, sull’identità urbana, sulla partecipazione della cittadinanza e sulla sostenibilità nel tempo. Come sottolineato dal sindaco Matteo Lepore e dalla nuova sovrintendente del Teatro Elisabetta Riva, il ritorno del Teatro Comunale nel 2027 deve segnare un salto qualitativo per la città. Per questo il 14 febbraio 2027 segnerà un momento di festa per Bologna.

Fonte: Corriere di Bologna

E tu cosa ne pensi?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *