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Jean-Louis Protche: costruttore della “Porrettana” e ideatore della “Direttissima”

Tra i personaggi stranieri che hanno fatto fortuna a Bologna, legando poi il proprio nome in maniera indissolubile alla città, c’è anche Jean-Louis Protche, ideatore della Porrettana, della Direttissima, e di altre importanti ferrovie

Jean-Louis Protche, ideatore della Porrettana e della Direttissima
Jean-Louis Protche, ideatore della Porrettana e della Direttissima

Ci sono una serie di personalità non nate a Bologna, che però hanno legato il proprio nome a quello della nostra città (o viceversa) e che hanno scritto pagine di storia anche importanti. Uno di questi, è Jean-Loiuse Protche, un nome che a molti non vorrà dire nulla, ma che probabilmente tante volte hanno utilizzato il frutto del suo ingegno.

Jean-Louis Protche

Jean-Louis Protche (© Wikipedia)

Jean-Louise Protche, il costruttore della “Poterrana”

Nacque a Metz in Lorena nel 1818. Compì i suoi studi alla rinomata École Polytechnique di Parigi, entrando nel servizio statale francese, come ingegnere ferroviario. La nuova società di gestione che aveva rilevato la concessione per la realizzazione della Porrettana, primo collegamento ferroviario dell’Italia centro-settentrionale che scavalcava interamente la dorsale appenninica, collegando Bologna a Pistoia, lo nominò direttore dei lavori. Detta anche Strada ferrata dell’Italia Centrale venne inaugurata ufficialmente da Vittorio Emanuele II nel 1864.

La storia di questa ferrovia parte da lontano. Se ne iniziò a discutere nel 1846, quando l’Italia era ancora divisa in sette stati e quella ferrovia coinvolgeva l’impero Austro-Ungarico, lo Stato Pontificio, il Granducato di Toscana e il Ducato di Modena.

Pur se appartenenti a Stati diversi il collegamento ferroviario fra le città del Nord e la Toscana e il centro Italia era considerato strategico. Per l’Impero Austro-Ungarico lo era anche dal punto di vista militare. E infatti fra le varie opzioni possibili per scavalcare l’Appennino Vienna caldeggiò, e poi praticamente impose, al Granduca di Toscana quella della direttrice Bologna-Pistoia. Strada considerata la migliore per poter raggiungere il Tirreno dal Veneto (dove c’era il famoso “quadrilatero”).

Non fu una cosa breve e priva di difficoltà, dovendosi anche superare la ostilità delle altre città toscane: uno scavalcamento più a ovest favoriva Lucca, più ad est Prato.

Ferrovia Porrettana (FondazioneFS.it)

Ferrovia Porrettana (© FondazioneFS.it)

I primi lavori iniziarono nel 1856

Finalmente, nel 1856, i lavori furono affidati ad una società di capitale misto Austro-franco-anglo-italiano (la case Rothschild di Vienna, Parigi e Londra nonché finanzieri italiani fra cui il Conte Bastogi e i Duchi Lodovico Melzi e Raffaele De Ferrari).

Questa nuova società chiamò alla direzione il nostro Protche, il quale rivide tutto il progetto e risolse il problema del valico con una galleria curva di 2727 metri, spesso citata come esempio di tecnica e di ardimento e che preludeva alla più famosa applicazione delle curve elicoidali al Gottardo.

Al tempo fu un’opera di enorme portata ingegneristica: 47 gallerie, 35 ponti e vari viadotti, per una lunghezza totale di 99 km. Il tratto più difficile risultò quello tra Pracchia e Pistoia, dove in 26 km doveva essere superato un dislivello di 550 metri.

Protche risolse il problema progettando due tornanti ferroviari nel tratto Piteccio-Corbezzi. Ma la soluzione prescelta non permetteva un grande traffico. Per le pendenze, il binario unico e altre limitazioni che imposero ben presto di mettere allo studio un diverso scavalcamento ferroviario dell’Appennino.

Ferrovia Porrettana

Ferrovia Porrettana (© Wikipedia)

Protche e le altre tratte ferroviarie

Nel 1884, Protche pubblicò un progetto di massima per un nuovo collegamento veloce tra Firenze e Bologna. Progetto che fu ripreso dopo la sua morte e sviluppato nella direttissima Firenze-Bologna.

Tra la morte di Protche e l’inaugurazione della Direttissima sarebbero passati ben 48 anni. Protche realizzò anche la ferrovia Lucca-Aulla e altre ferrovie della Pianura Padana, come la Bologna-Ferrara.

Il suo contributo allo sviluppo della rete ferroviaria italiana è ancora ricordato con la dedica del piazzale della stazione di Porretta Terme, oltre a strade a Bologna e a Prato.

Stazione di Porretta Terme - Piazza Jean-Louis Protche

Stazione di Porretta Terme – Piazza Jean-Louis Protche

Jean-Louise Protche e Bologna

Protche non progettò solo tutte le più importanti opere ferroviarie che fecero e fanno ancora di Bologna il più importante nodo ferroviario d’Italia, ma si italianizzò, anzi si “bolognesizzò” totalmente.

Jean Louis Protche Ehrenfreund, italianizzò il proprio nome in Gian Luigi Protche oppure Giovanni Luigi Protche. Dal 1872 diresse l’Accademia di Belle Arti di Bologna e morì a Bologna nel 1886.

Nel 1890 la figlia Sophie donò tutti i documenti del periodo 1834-1866 al municipio di Bologna e anche i volumi della sua libreria personale, che sono conservati alla Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio. A volte si finisce per essere bolognesi anche se si è nati a Metz.

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