Dal film di Charlie Chaplin sono passati novant’anni, eppure i tempi continuano a evolvere sempre più rapidamente. E, in questi ultimi mesi di lavori intensi, Bologna non fa eccezione. L’orologio sta impazzendo, le mappe cambiano, tutto per la ricerca di una città più sostenibile e vivibile negli anni a venire. A tal proposito, per spiegare gli intenti comunali negli ormai famosi lavori in Via Indipendenza, è intervenuto nel nuovo vodcast de Il Resto del Carlino l’assessore alla mobilità Michele Campaniello. La sua analisi storica, proposta proprio di fronte ai microfoni del giornale bolognese, potrebbe aiutare tutti noi a comprendere il fine ultimo dei cantieri che vediamo ogni giorno. In fondo, non mentiamoci, le domande ce le siamo fatte tutti, e menomale: questa è la democrazia e tutti possono permettersi di avere dei dubbi.

Via Indipendenza senza auto, come ormai dovremo abituarci a vederla (©: Foto di Comune di Bologna)
Un disegno più grande per Via Indipendenza
«Il nuovo assetto piace già ai bolognesi e sarà sempre più così. È la prima pedonalizzazione da anni, ma ci fu scetticismo anche quando avvenne per via D’Azeglio negli anni Settanta: oggi immaginare quella strada con le auto sarebbe un’eresia». Questo è l’esempio storico col quale ha esordito l’assessore, ormai certo che gli abitanti potranno apprezzare i cambiamenti apportati alla fisionomia cittadina. D’altronde è tutta una questione di abitudine e, per tranquillizzare il popolo, ci ha tenuto a ribadire come la mobilità non sarà interdetta in Ugo Bassi. Il vero cambiamento, insomma, riguarda il tram (già a pieno regime dal prossimo anno), ma non ci sarà alcun reale impedimento per le automobili dei bolognesi. Tranne i tassisti, che già lamentano l’impossibilità di svolgere appieno il proprio lavoro. La richiesta? Potersi servire della via almeno di notte. Chissà se il comune la accoglierà…
Fonte: Il Resto del Carlino, Francesco Moroni