Nel Museo della Storia di Bologna, “Genus Bononiae”, realizzato a Palazzo Pepoli, il percorso attraverso le vicende della nostra città termina in una vasta e bella sala convegni di forma ovale; era la sala delle feste quando i Pepoli abitavano ancora qui. Questa sala contiene oggi 12 terrecotte raffiguranti “dodici donne importanti” per la storia di Bologna.
Sono opera di un non identificato “scultore di Casa Fibbia” e sono del periodo 1680-1690. Di alcune di loro si hanno notizie in abbondanza, di altre la didascalia sotto il busto e le brevi note sul sito del Genus Bononiae è praticamente tutto quello che si riesce a reperire. A volte è davvero poco.
Le 12 donne del Genius Bononiae
Si legge nel sito del Museo: “…un ciclo di 12 busti raffiguranti 12 donne illustri bolognesi, proveniente da palazzo Felicini, poi Fibbia-Fabbri e oggi Masetti-Calzolari, un tempo erroneamente attribuito ad Alessandro Algardi. In due miniature delle settecentesche “Insigna degli Anziani” conservate presso l’Archivio di Stato di Bologna, sono riprodotte le immagini del salone di casa Fibbia, in via Galliera 14, com’era nel 1716 dove, sopra le porte, sono riconoscibili i 12 busti delle nostre donne”.
Palazzo Felicini Fibbia Masetti Calzolari (Via Galliera 14)
La nascita di queste terrecotte nel decennio 1680-1690 e la loro collocazione sopra le porte del Palazzo Fibbia, spiega il numero di esse e il perchè di assenze di rilievo in un teorico Pantheon “delle 12 Donne più famose di Bologna”: per epoca (Agnesi,Tambroni e Bassi Veratti sono venute dopo), per scelta personale del committente e per numero di sale nel Palazzo Fibbia.
Si tratta di opere alte circa un metro a tutto tondo, monocrome. Naturalmente le sembianze delle donne sono fantasiose. Il Museo le ha messe in fila e numerate in ordine non rigidamente cronologico. E così ve le propongo.
Bettisia Gozzadini
1) Bettisia Gozzadini (1209-1261)
La prima in ordine di tempo è Bitisia (o Bettisia) Gozzadini: il cognome ci indica che non veniva propriamente da una famiglia qualsiasi. Insegnò giurisprudenza con grande successo e molto rispetto da parte degli altri docenti.
Bitisia Gozzadini è sempre citata per prima in tutte le memorie che trattano delle Donne del Medioevo bolognese. Su di lei fiorirono molte leggende, anche contrastanti, e che sono comuni anche ad altre donne celebri.
Si racconta che fosse sempre vestita da uomo (come alcuni dicono dell’Eloisa di Abelardo) e anche che fosse così bella da dover insegnare velata o dietro un paravento.
Nel Settecento uno storico, M. Sarti, ne mise in dubbio persino l’esistenza reale, così come di un’altra figura leggendaria, Accursia della famiglia dei grandi giuristi. Per figure così lontane nel tempo e delle quali non sono rimaste che poche tracce dirette e più spesso solo resoconti di terzi spesso di decenni posteriori, è inevitabile che le parti leggendarie ed inverosimili occupino più spazio delle poche notizie certe.
Di Bettisia si ricorda la data della laurea, 3 giugno 1236: di lei restano due trattati di diritto romano.
Giovanna Bianchetti Bonsignori
2) Giovanna Bianchetti Bonsignori (prima metà del XIV secolo)
Personalità particolare quella di Giovanna Bianchetti, “celeberrima in utroque jure canonico et civili”, come dicono le cronache del tempo, poliglotta e poetessa. Della nobile famiglia dei Bianchetti e moglie del giureconsulto Bonsignore dè Bonsignori.
Fu una delle prime poetesse in volgare, dopo Cielo d’Alcamo e Pier delle Vigne, contemporanea di Guinizelli e Dante e le sue opere poetiche sono databili a cavallo dei due secoli. Di lei si racconta che sapesse svariate lingue antiche e contemporanee. Scrisse poesie in volgare e fu lodata dal Dolfi, dall’Alberti e dall’Orlandi.
Novella Calderini
3) Novella Calderini (???-1386)
Figlia del noto giurista Giovanni d’Andrea e moglie di Giovanni da Legnano, giurista di fama anch’egli. Suo padre Giovanni d’Andrea Calderini fu docente di legge per 50 anni a Bologna, Pisa e Padova e ricordato come l’Arcidottore, la Fonte e la Tromba della Legge.
Anche la madre Milanzia dall’Ospedale era donna dotta collaboratrice del Marito e consultata da Cino da Pistoia.
Novella, erudita nelle arti liberali e laureata in legge pare abbia sostituito alla cattedra il marito quando questi dovette prestare servizio presso la curia papale.
Secondo quanto riportato da Christine de Pizan, Novella avrebbe sostituito anche il padre nelle lezioni non solo il marito. Leggenda narra che per non distrarre gli studenti con la sua straordinaria bellezza facesse lezione con il volto coperto da un velo.
Bettina Calderini
4) Bettina Calderini (1311-1355)
Nata nel 1311, sorella di Novella e figlia di Giovanni d’Andrea Calderini. Anche Bettina Calderina insegnò nello studio bolognese facendo spesso le veci del marito, Giovanni Sangiorgi al seguito del quale si trasferirà successivamente a Padova.
Dorotea Bocchi
5) Dorotea Bocchi o Bucca (prima metà XV secolo)
Dorotea Bocchi (o Bucca) figlia di un professore di filosofia morale e di medicina che si laureò in tale ambito nel 1436. Era considerata “instruttissima della più recondita Filosofia” ed in essa laureata, ma dopo la morte del padre “continuò ad ammaestrare pubblicamente gli scolari del genitore con grandissimo concorso”, tanto da subentrare al padre nell’insegnamento.
Maddalena Bianchetti Bonsignori
6) Maddalena Bianchetti Bonsignori (seconda metà XIV secolo)
Moglie di Giovanni Bianchetti, dottoressa e insegnante in legge a Bologna dal 1380 al 1396, anno della sua morte. Maddalena Bianchetti Bonsignori crisse il “De legibus conubialibus”, sulle leggi che regolavano i rapporti matrimoniali.
Properzia dè Rossi
7) Properzia dè Rossi (1490-1530)
Properzia dè Rossi fu una scultrice e lavorò alle porte laterali di San Petronio. Unico caso di donna scultrice in marmo. Nella sua vita, che viene descritta travagliata, fu avversata da Amico Aspertini.
Lavinia Fontana
8) Lavinia Fontana (1552-1614)
Lavinia Fontana, pittrice del tardo manierismo, nacque a Bologna figlia di Prospero Fontana, pittore. Sposò di Giovanni Paolo Zappi, anch’egli pittore, proveniente da Imola, che dopo il matrimonio praticamente divenne il suo assistente.
Esempio non frequente, anche oggi, di un uomo che riconosce il maggior valore della compagna e si pone al suo servizio: quello che tante donne fanno invece da sempre.
Costanza Bocchi
9) Costanza Bocchi (prima metà del XVI secolo)
Filosofa e poetessa, donna erudita di lettere latine e greche, figlia dell’umanista Achille Bocchi, moglie di Giovanni Francesco Malvezzi, morta in giovane età.
Cornelia Zambeccari
10) Cornelia Zambeccari (1562-1609)
Erudita in lettere greche e latine. Anche per Cornelia Zambeccari, non sappiamo purtroppo aggiungere molto altro a questo scarno descrittivo, se non che compose parecchie poesie. Risultò avere comunque le carte in regola per il committente per essere inserita nelle 12 Grandi Donne di Bologna ed ora è quindi presente al Genus Bononiae.
Ippolita Paleotti
11) Ippolita Paleotti (1557-1581)
Ippolita Paleotti fu la nipote del cardinale Gabriele Paleotti, è definita “poetessa toscana, latina e greca” da Pellegrino Antonio Orlandi nella sua opera “Notizie degli scrittori bolognesi”.
Elisabetta Sirani
12) Elisabetta Sirani (1638-1665)
Nota pittrice bolognese, figlia del pittore, allievo di Guido Reni, Giovanni Andrea Sirani, morta in circostanze misteriose a soli 27 anni. La sua precoce morte ha alimentato una vasta letteratura nel corso dei secoli a causa di un sospetto avvelenamento di cui fu accusata una domestica. E fu sospettato anche un pretendente respinto dalla pittrice.
Molto probabilmente, come suggerisce uno dei numerosi referti medici, stilato per far luce sull’improvviso decesso, Elisabetta Sirani perì a seguito di un’ulcera cronica allo stomaco e per sopraggiunta emorragia interna.
È sepolta nella basilica di San Domenico, accanto al suo maestro Guido Reni. In un ambiente artistico “maschile” riuscì a farsi rispettare e a farsi notare, soprattutto realizzando dipinti con rappresentazioni e temi sacri o allegorici. Bologna ha intitolato a lei il primo Istituto Tecnico Femminile (ora divenuto Crescenzi-Pacinotti-Sirani) e una strada.