C’è il tutto esaurito, ancora una volta, ad accogliere il ritorno Lords of the Sound Orchestra sul palcoscenico del Teatro Duse, dove questa sera alle 20.30 va in scena uno spettacolo-concerto interamente dedicato alle musiche del compositore tedesco Hans Zimmer. Un viaggio intenso e coinvolgente tra le colonne sonore che hanno fatto la storia del cinema, capace di trascinare il pubblico in un’esperienza emotiva senza confini.
«Ciao, bella Italia! Ci sei mancata». Così l’orchestra ha salutato sui social l’inizio del suo nuovo tour lungo lo Stivale, condividendo l’attesa per gli applausi, i sorrisi e gli sguardi lucidi che li accompagneranno tappa dopo tappa in questo «piccolo viaggio» attraverso il Paese.
«Rendere la musica sinfonica accessibile a tutti»
Fondata nel 2014 in Ucraina per volontà di Andrii Novatorov, l’orchestra si è affermata fin da subito per un approccio moderno e dinamico alla performance orchestrale. In oltre dieci anni di attività ha saputo conquistare il pubblico fondendo la potenza della grande tradizione sinfonica con l’immaginario del cinema e con l’energia viva del palcoscenico.
Composta da 52 musicisti, la formazione porta avanti una missione chiara e ambiziosa: rendere la musica sinfonica accessibile a tutti, anche a chi solitamente se ne tiene distante, senza rinunciare all’identità della scuola orchestrale ucraina, fatta di precisione, espressività e una ricca tavolozza di colori sonori.
In the Music of Hans Zimmer
Un ensemble affiatato, composto da musicisti professionisti che condividono da anni un intenso percorso artistico, capace di tradursi in un linguaggio musicale compatto e riconoscibile. È questa la forza dell’orchestra che, nello spettacolo di questa sera In the Music of Hans Zimmer, rende omaggio al genio del compositore tedesco, autore di colonne sonore che hanno segnato non solo la storia del cinema, ma anche l’immaginario collettivo.
Da Interstellar a Il Cavaliere Oscuro, fino all’energia travolgente dei Pirati dei Caraibi, il programma attraversa alcune delle pagine più iconiche firmate da Zimmer. Un repertorio che si inserisce perfettamente nella cifra stilistica dell’orchestra, da sempre capace di fondere opere sinfoniche, musiche da film e composizioni originali.
Assistere a un concerto della Lords of the Sound Orchestra significa lasciarsi trasportare in un universo quasi incantato, dove la musica si intreccia con effetti speciali e suggestive scenografie, pensate per esaltare ogni nota e rendere l’esperienza dal vivo unica e immersiva.
Gli strumenti della tradizione popolare
A rendere l’esperienza ancora più originale è l’uso di strumenti popolari che si intrecciano all’orchestra tradizionale: dalla bandura al cimbalom, dalla kobza alla sopilka, fino alla trembita, alla drymba, alla surma, alla volynka, alla basolia e al torban.
Sono strumenti profondamente radicati nella tradizione popolare, la cui diffusione porta con sé un livello di competenza altissimo. La loro esecuzione richiede infatti non solo una solida padronanza tecnica, ma anche la capacità di esprimere e dare rilievo ad un patrimonio culturale. È per questo che, spiegano senza esitazioni, tali parti strumentali non possono essere replicate in modo autentico da musicisti stranieri senza sacrificare il timbro inconfondibile e l’identità sonora che rendono unico il suono dell’orchestra. Un dettaglio che colpisce subito l’orecchio e che contribuisce a rendere ogni concerto un evento unico, capace di emozionare e sorprendere.
(Fonte: Corriere di Bologna, Andrea Tinti)
