Una passione nata presto e coltivata nel tempo, quella per il mondo dei motori, che per Matteo Rovere affonda le radici nell’infanzia. È stato il padre a introdurlo fin da bambino in un universo fatto di automobili ma soprattutto di persone: meccanici, piloti, appassionati e semplici amatori, un’umanità ricchissima unita da un calore e da una dedizione fuori dal comune. Un mondo che, pur nella sua complessità, resta una forma di gioco, una sfida continua.
Motorvalley, la nuova serie disponibile su Netflix
Con queste parole il regista presenta Motorvalley, la nuova serie disponibile da oggi su Netflix, girata in parte in Emilia-Romagna. Un ritorno ideale alle origini per Rovere, che dieci anni fa aveva già raccontato la velocità e le emozioni dei motori in Veloce come il vento, con Stefano Accorsi e Matilda De Angelis.
Dall’Emilia-Romagna al nord delle Marche, fino a Tavullia, patria di Valentino Rossi, il mondo dei motori è un linguaggio quotidiano, un’atmosfera carica di mito che per chi racconta storie rappresenta una miniera inesauribile. Tornare lì dove tutto è cominciato è diventato, col tempo, un’esigenza narrativa. Per raccontare ancora una volta una terra unica, in cui crescere significa respirare benzina fin dall’infanzia: qui ai bambini si regala una minimoto alle elementari, non un pallone.
È in questo contesto che nasce Motorvalley, la prima vera serie action italiana ambientata nel mondo dei motori: un universo che appartiene al Dna del Paese e che l’obiettivo è raccontare anche oltre i confini nazionali.
Tre personaggi uniti dalla passiono per le auto e per l’adrenalina
Al centro della serie ci sono tre personaggi segnati dalla perdita, ma ancora animati da una passione che non si è mai spenta: Arturo interpretato da Luca Argentero, Elena incarnata da Giulia Michelini e Blu portata in scena da Caterina Forza. A unirli è l’amore per le auto e per l’adrenalina. Elena, erede della famiglia Dionisi e di una storica scuderia, tenta di riconquistare il proprio spazio in un’azienda ormai guidata dal fratello. Per farlo si affida a Blu, giovane talento impulsivo e attratto fatalmente dalla velocità, e ad Arturo, ex pilota di fama oggi in declino, chiamato ad allenarla.
Motorvalley racconta il loro viaggio lungo una delle competizioni più avvincenti del panorama nazionale, il Campionato Italiano Gran Turismo (GT). Argentero dà volto a un talento inespresso a cui, come spiega l’attore, «viene offerta un’occasione capace di riaccendere la scintilla, non più come pilota ma come mentore di una giovane promessa».
Tra drama sportivo e racconto industriale
La serie mescola drama sportivo e racconto industriale: piste e box, sponsor e simulatori convivono con il ritratto di un territorio in cui Ferrari, Lamborghini, Ducati hanno trasformato la passione per i motori in un brand globale. Per la regista ferrarese Lyda Patitucci, che firma la serie insieme a Pippo Mezzapesa, «l’Emilia-Romagna e la Motor Valley non sono solo un’ambientazione, ma un vero motore narrativo: un luogo di eccellenza, sacrificio e contraddizioni, dove i motori diventano strumenti di riscatto».
(Fonte: Corriere di Bologna, Piero di Domenico)
