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Niente nuovo Dall’Ara: priorità a giovani, famiglie e servizi

Stadio Dall'Ara (@Damiano Fiorentini)
Stadio Dall'Ara (@Damiano Fiorentini)

Archiviato, almeno per ora, il sogno di un nuovo Dall’Ara, a Bologna si apre un altro fronte: che destino avranno i 40 milioni di euro che il Comune era pronto a investire nel progetto? È la domanda che serpeggia tra i cittadini, mentre da Palazzo d’Accursio arrivano le prime risposte.

Stadio Dall'Ara (@Damiano Fiorentini)

Stadio Dall’Ara (@Damiano Fiorentini)

Il sindaco Matteo Lepore ridisegna le priorità

Il sindaco Matteo Lepore ha iniziato a delineare le priorità, rimettendo al centro un tema che negli ultimi mesi è diventato il suo cavallo di battaglia. Lo aveva anticipato già la scorsa estate, nella tradizionale intervista di Ferragosto al Carlino: «Bologna ti sostiene, uno scudo per il ceto medio». Ora quell’impegno prende forma.

«Il prossimo bilancio del Comune sarà decisivo – ha ribadito Lepore – perché metteremo in campo un’operazione destinata a sostenere i ceti medi». Le risorse inizialmente ipotizzate per lo stadio verranno infatti riallocate in questa direzione. Non fondi privati, ma soldi dei bolognesi, ha sottolineato il sindaco, rivendicando la scelta politica.

Giovani e famiglie in primo piano

L’obiettivo dichiarato è costruire una rete di protezione più ampia, capace di andare oltre la fascia marginale già sostenuta dai servizi comunali. In altre parole, trasformare i 40 milioni del nuovo Dall’Ara in un argine sociale per chi rischia di scivolare, stretto tra inflazione e costo della vita.

Giovani e famiglie in primo piano. È qui che potrebbe approdare una parte consistente delle risorse liberate dal mancato restyling del Dall’Ara. I 40 milioni inizialmente destinati allo stadio diventano così un possibile tesoretto da redistribuire nei capitoli che oggi soffrono di carenza di fondi.

Già a ottobre il sindaco Matteo Lepore aveva tracciato una rotta chiara: favorire prestiti agevolati, concessi dagli istituti di credito a cittadini e nuclei familiari, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni. Un segnale concreto per chi prova a costruire il proprio futuro in città. Non a caso, i giovani sono stati al centro anche dell’indagine Bologna Forward, presentata al MAMbo dalla Cisl, che li indica come snodo decisivo per lo sviluppo del territorio. Potrebbero essere loro tra i principali beneficiari della nuova ripartizione delle risorse.

Immigrazione e servizi, i 40 milioni come leva sociale

Ma non solo. Se da un lato l’amministrazione ragiona su come rafforzare gli ambiti più fragili, dall’altro non sono mancate le stoccate al Governo. Lepore ha più volte criticato «il taglio all’accoglienza dei minori non accompagnati», ricordando come sul fronte immigrazione e accoglienza si sia registrata, secondo Palazzo d’Accursio, una riduzione di due milioni di euro nell’ultimo biennio.

Anche queste politiche potrebbero rientrare tra le priorità del Comune. Perché, nell’idea dell’amministrazione, le risorse sottratte al progetto stadio non devono restare ferme ma devono trasformarsi in leve sociali, capaci di sostenere giovani, famiglie e servizi messi sotto pressione dai tagli e dall’aumento dei bisogni.

Obiettivo: rafforzare il servizio dei trasporti

Trasporti, casa, investimenti: nel confronto tra Comune e Governo il terreno dello scontro resta acceso. E tra i dossier più caldi c’è quello della mobilità pubblica, tema su cui Palazzo d’Accursio non arretra.

«Dobbiamo aumentare il trasporto pubblico e questo richiede investimenti», ricordava già un anno fa il sindaco Matteo Lepore, puntando il dito contro un Fondo nazionale trasporti «che manca di circa 800 milioni». Una carenza che, secondo il primo cittadino, ha costretto Bologna a fare scelte impopolari, come l’aumento del prezzo dei biglietti del bus.

Una decisione difesa con fermezza: «Altre grandi città hanno lasciato invariato il costo del biglietto, ma hanno tagliato le corse. Noi invece abbiamo aumentato i chilometri e siamo pronti ad aumentare ancora la dotazione», ha ribadito ieri Lepore. Sullo sfondo c’è l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il servizio, anche destinando nuove risorse. E all’orizzonte, nel 2027, l’arrivo del tram promette di cambiare il volto della mobilità urbana.

Il tema casa resta una ferita aperta

Ma l’altra grande emergenza che continua a pesare sul dibattito cittadino è quella abitativa. Dal caro affitti alla cronica carenza di alloggi, dalle difficoltà di studenti e lavoratori fuori sede fino ai giovani professionisti che scelgono Bologna per costruire il proprio futuro.

«Sull’abitare abbiamo già fatto i nostri investimenti, il resto dei 40 milioni lo utilizzeremo per le necessità della città. Lo definiremo nelle prossime settimane, entro aprile», ha spiegato Lepore al MAMbo. Il sindaco rivendica quanto fatto finora: risorse convogliate attraverso la Fondazione, regolamentazione degli affitti brevi, rilancio dell’edilizia sociale con l’obiettivo di aumentare il numero di alloggi disponibili.

(Fonte: Il Resto del Carlino)

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