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Progetto “Scuole aperte”: sono 54 i Comuni aderenti nella provincia di Bologna

Il sindaco Lepore e l’assessora regionale Conti parlano di “Scuole aperte”: ecco cos’è il progetto a cui hanno aderito 54 Comuni della provincia di Bologna

Scuola a Bologna
Fonte immagine: Depositphotos

A Bologna e nella zona metropolitana prende piede il progetto “Scuole aperte“, un’iniziativa realizzata grazie ai fondi della Regione che prevede l’apertura al pomeriggio delle scuole medie, le quali diventano spazio di socialità per i più giovani (soprattutto ragazzi in età preadolescenziale). Finora la sperimentazione aveva coinvolto tutte le 22 scuole secondarie di primo grado della città, ma ora il progetto si espande fino a coinvolgere altri 54 Comuni e 49 istituti comprensivi della provincia bolognese (per un investimento totale di 876mila euro).

“Scuole aperte”, le parole del sindaco di Bologna Lepore: «La dispersione scolastica, il disagio e la violenza giovanile sono segno che ci sono dei problemi. Noi vogliamo capire come stanno i ragazzi»

Gli istituti che hanno aderito al progetto aprono le porte in orario extrascolastico, diventando un punto di riferimento per i numerosi ragazzi che si ritrovano ad affrontare un periodo delicato della vita. In base alle prime stime, i Comuni, l’Ausl di Bologna e di Imola e l’Università di Bologna si preparano ad accogliere 2.350 preadolescenti, ideando per loro vari tipi di attività e iniziative con il sostegno del terzo settore e delle cooperative.

«“Scuole aperte” è un progetto che fa da esempio e va portato nelle aree interne, nei Comuni montani, nei territori che hanno meno risorse. Non vogliamo lasciare indietro nessuno e abbiamo sentito il dovere di ascoltare le preoccupazioni dei ragazzi e delle ragazze che incontriamo» ha commentato il sindaco di Bologna Matteo Lepore all’incontro con il quale i nuovi istituti hanno aderito al progetto.

«Se esistono la dispersione scolastica, il disagio e la violenza giovanile vuol dire che dei problemi ci sono – prosegue il Sindaco – Noi, però, vogliamo andare nella direzione opposta ai metal detector. Ci interessa capire come stanno i ragazzi».

L’assessora regionale Conti: «Nei giovani sempre più ansia per la rpessione scolastica. Dobbiamo ricostruire la comunità attorno ai ragazzi e alle ragazze»

Anche la Regione respinge la politica dei metal detector. «Con i metal detector si rischia di non concentrarsi sull’origine dei problemi. Con il progetto “Scuole aperte”, invece, proviamo a evitare l’esclusione e l’isolamento che danno origine a tutte le violenze» rimarca Isabella Conti, assessora regionale a Welfare, Terzo settore, Politiche per l’infanzia e Scuola.

Ed è proprio la Regione che ha fornito i fondi per avviare il progetto, investendo 876mila euro per coinvolgere 54 nuovi Comuni della provincia di Bologna. Il capoluogo emiliano diventa ora un esempio da esportare da Piacenza a Rimini. «Coinvolgeremo sempre di più il terzo settore. Ha un potenziale incredibile – conclude l’assessora Conti – Dobbiamo ricreare la comunità attorno ai ragazzi e alle ragazze, perché i dati che ci arrivano dalle Neuropsichiatrie sono allarmanti: crescono i disturbi di ansia legati alla prestazione scolastica».

(Fonte: Corriere di Bologna, Daniela Corneo)

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