La nuova edizione della “Classifica sulla qualità della vita 2025” conferma il ruolo centrale dell’Emilia-Romagna nel panorama nazionale. Bologna, dopo aver sfiorato il podio lo scorso anno, conquista il terzo posto alle spalle di Milano e Bolzano, segnando un miglioramento in un contesto generale in leggera flessione. L’indagine, curata da ItaliaOggi in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, giunge alla sua 27ª edizione e fotografa, attraverso 92 indicatori, lo stato delle 107 province italiane.
Una ricerca basata su nove aree decisive
Il rapporto prende in considerazione un ampio ventaglio di aspetti, che vanno dall’economia alla sicurezza, dall’ambiente alla salute. Ogni provincia riceve un punteggio che va da zero a mille, assegnato al territorio che ottiene le migliori performance complessive. Le aree analizzate (Affari e lavoro, Ambiente, Istruzione, Popolazione, Reati e sicurezza, Reddito e ricchezza, Salute, Sicurezza sociale, Turismo e cultura) determinano la collocazione finale in una delle quattro categorie: “Buona”, “Accettabile”, “Discreta” e “Insufficiente”.
Nel 2025 emerge un lieve peggioramento della vivibilità complessiva in Italia: le province giudicate “buone” o “accettabili” scendono a 60 (due in meno rispetto all’anno precedente), mentre le realtà classificate come “scarse” o “insufficienti” crescono a 47.
Il balzo di Bologna: eccellenza nell’ambiente e nell’istruzione, ma ombre sulla sicurezza
Bologna rafforza la sua immagine di città dinamica e competitiva. Con 915 punti la provincia sale al terzo posto nazionale, migliorando il quarto piazzamento del 2024. A trainarla sono soprattutto tre ambiti: l’ambiente, dove raggiunge il secondo posto nazionale; l’istruzione, settore in cui mantiene la leadership; e il reddito, ambito in cui occupa la quinta posizione.
Al quadro positivo si contrappone però un nodo irrisolto: la sicurezza. Qui il capoluogo scivola al 71º posto nella sezione dedicata alla sicurezza sociale e si conferma al fondo della graduatoria per reati e sicurezza generale, dove si trova addirittura al 103º posto. Un arretramento sensibile, che si somma alla difficoltà nel comparto lavoro, dove Bologna perde terreno rispetto all’anno precedente.
A migliorare, invece, sono turismo e salute: il territorio avanza in entrambe le categorie, beneficiando degli investimenti legati alla valorizzazione culturale e di un sistema sanitario che mostra segnali di rafforzamento dopo anni complessi.
Il Teatro Comunale di Bologna (©Teatro Comunale)
L’Emilia-Romagna domina la parte alta della classifica
La regione conferma un equilibrio territoriale raro nel panorama italiano: tre province (Bologna, Parma e Reggio Emilia) si collocano nella top ten. Parma risale al nono posto con 815 punti, mentre Reggio Emilia sale al decimo con 814, guadagnando ben nove posizioni rispetto al 2024.
Poco fuori dai primi dieci si collocano Modena (11ª), Rimini (12ª), Forlì-Cesena (13ª) e Ravenna (14ª). Piacenza avanza fino alla 32ª posizione, mentre Ferrara scende al 36º posto. Nel complesso, l’Emilia-Romagna occupa in modo continuativo la fascia alta della classifica, presentandosi come una delle regioni più omogeneamente competitive del Paese.
Centro-Nord stabile, Sud in coda
Anche nel 2025 la parte bassa della classifica è occupata quasi interamente da province meridionali. Caltanissetta chiude la graduatoria al 107º posto, seguita da Crotone, Reggio Calabria, Foggia e Napoli.