Da domani 21 gennaio a martedì 27 gennaio Bologna diventa una finestra aperta sul mondo. Nella Sala Incontri della Biblioteca Salaborsa prende vita Room with a View, una mostra che intreccia arte, solidarietà e migrazioni, curata dalle artiste Cristina Portolano e Chiara Trivelli.
Protagonisti dell’esposizione sono ragazze e ragazzi tra i 15 e i 19 anni, studenti e studentesse di istituti di istruzione secondaria che hanno trasformato idee, visioni e domande in opere artistiche. Per l’Italia partecipano le classi dell’Istituto Keynes di Castel Maggiore e dell’Istituto Scappi di Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, affiancate da un gruppo di coetanei provenienti da Utrecht, nei Paesi Bassi, in un dialogo creativo che supera ogni confine.
Uno spazio per la libertà espressiva dei giovani
Al centro del progetto c’è la scelta di lasciare spazio all’autonomia e alla libertà espressiva dei giovani, offrendo loro strumenti e occasioni di confronto interculturale e interdisciplinare. Gli studenti italiani, in particolare, hanno deciso di mettere a fuoco i temi dell’accoglienza e dell’emigrazione, considerati nodi fondamentali nel dibattito sui valori europei.
Room with a View rappresenta il momento conclusivo di un ampio percorso internazionale nato all’interno del programma Erasmus+, ideato dalle ONG olandesi ClickF1 e KOPA insieme ad Archilabò e Biografilm. Un progetto finanziato dall’Unione Europea e sostenuto dal patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Città Metropolitana di Bologna, del Comune di Bologna e dell’Unione Reno Galliera, che affida ai giovani lo sguardo sul presente e sul futuro dell’Europa.
La mostra nasce e si sviluppa in collaborazione con il Settore Biblioteche e Welfare Culturale del Comune di Bologna e con la Biblioteca Salaborsa, che ne ospita anche i momenti più significativi.

Room with a View (©Biografilm)
L’inaugurazione
L’inaugurazione è in programma domani mattina alle ore 9.30, all’Auditorium Biagi della Salaborsa, e avrà un respiro fortemente internazionale: a Bologna arriveranno una rappresentanza dell’Ambasciata dei Paesi Bassi in Italia e una delegazione di partner e docenti olandesi, ospiti in città per l’occasione. Del resto, Room with a View ha già attraversato l’Europa: la mostra è stata presentata per la prima volta a Utrecht, nei Paesi Bassi, il 17 novembre 2025, alla presenza di una delegazione italiana, per poi approdare ora nel nostro Paese.
Il progetto si inserisce inoltre all’interno di Biografilm Campus, il dipartimento educativo di Biografilm, il festival cinematografico diretto da Chiara Liberti e Massimo Benvegnù, che tornerà a Bologna per la sua 22ª edizione dal 5 al 15 giugno 2026.
Il significato dell’accoglienza: «Qual è l’Europa che vorresti?»
Il punto focale e cuore pulsante dell’esposizione è rappresentato da una riflessione collettiva sul significato dell’accoglienza. Le opere nascono come risposta a una domanda tanto semplice quanto radicale: «Qual è l’Europa che vorresti?». Studenti e studentesse invitano il pubblico a interrogarsi su quali gesti, scelte e comportamenti facciano sentire o non facciano sentire una persona a casa. Per questo lo spazio espositivo assume le forme di un soggiorno simbolico, un ambiente domestico che accoglie esperienze personali trasformate in immagini, illustrazioni e contenuti audiovisivi, realizzati grazie alle tecniche apprese durante i laboratori partecipativi guidati dalle artiste curatrici.
Ne emerge un dialogo diretto e coinvolgente con chi attraversa la mostra, pensato per innescare un circolo virtuoso di riflessioni e azioni concrete a favore della solidarietà. Attraverso l’arte, il progetto esplora i valori fondanti dell’Unione europea, mettendo in relazione esperienze individuali e dimensione collettiva, con un’attenzione particolare ai temi dell’inclusione e della cittadinanza attiva.
Una forte vocazione sociale
La forte vocazione sociale dell’iniziativa trova una conferma concreta nella collaborazione con la cooperativa sociale Piazza Grande di Bologna, tra i sostenitori dell’esposizione. Una realtà impegnata da anni nel rafforzare il ruolo dell’arte come strumento di inclusione sul territorio. All’interno della mostra saranno inoltre promosse le attività e le possibilità di sostegno all’associazione, per sensibilizzare il pubblico sul tema dell’accoglienza e offrire strumenti concreti per supportare le persone senza fissa dimora.
Il concetto di casa, un luogo desiderato e una promessa
Ad accogliere i visitatori, all’ingresso, è un grande disegno dedicato al concetto di casa, che induce subito ad una riflessione su cosa significhi sentirsi accolti e su come immaginare uno spazio capace di contenere i valori europei di sicurezza, condivisione e solidarietà. La casa appare come un luogo desiderato, una promessa verso cui tendere. È per cercare di trovare un luogo sicuro e protetto che molte persone intraprendono viaggi lunghi e pericolosi, spesso attraversando il mare. Questo passaggio è evocato da un tavolo su cui sono disposte coperte e giubbotti di salvataggio: oggetti reali, carichi di memoria, che rendono tangibile il costo umano del viaggio e la fragilità che accompagna la ricerca di un futuro migliore.
Il percorso prosegue nel salottino, cuore simbolico dello spazio domestico. Qui i visitatori sono invitati a sedersi e ad assistere a un video realizzato dagli studenti e dalle studentesse: immagini e voci restituiscono riflessioni intime su ciò che fa sentire a casa e su ciò che, al contrario, genera esclusione, distanza o insicurezza. In questo ambiente raccolto, il pubblico smette di essere semplice osservatore e diventa parte di un dialogo emotivo e collettivo.
Viaggi, ritorni e un’Europa in movimento
La valigia come metafora del viaggio

La valigia (©Biografilm)
Lo sguardo si sposta poi su un’opera incentrata sul simbolo della valigia, oggetto del partire e del portare con sé l’essenziale, custode di memoria e identità in movimento. La valigia diventa così metafora di un viaggio che è insieme fisico e interiore, attraversato da aspettative, paure e speranze.
La giostra della vita come simbolo del ciclo dell’esistenza

La giostra della vita (©Biografilm)
A chiudere il percorso è un secondo disegno di grande formato dedicato alla giostra della vita, immagine che richiama i cicli dell’esistenza, i cambiamenti, le partenze e i ritorni. Un invito a pensare la casa e l’Europa non come qualcosa di statico, ma come uno spazio in continua trasformazione, da costruire insieme attraverso scelte quotidiane e azioni concrete di solidarietà.
E allora la domanda torna, rivolta direttamente a chi guarda: qual è l’Europa che vorresti? forse una stanza protetta per sentirsi accolti con un’ampia finestra per avere uno sguardo sul futuro e sulla speranza di poter oltrepassare ogni confine e abbattere ogni pregiudizio e ogni tipo di esclusione e emarginazione.

