Bologna nasconde tesori che vanno oltre la vista, capaci di parlare direttamente all’anima attraverso il suono e il tatto. Uno di questi è il complesso di San Colombano, che dal 2010 ospita la celebre Collezione Tagliavini, una raccolta di strumenti musicali antichi unica al mondo. In una recente puntata di “Largo Respighi”, condotta da Fabio Sperandio, siamo stati trasportati dentro questo scrigno di meraviglie in occasione della rassegna “Una notte al museo”, organizzata da Musica Insieme.
La Collezione Tagliavini: una “wunderkammer” Sonora
Entrare a San Colombano è come fare un salto nel tempo, immergendosi in quella che può essere definita una vera e propria wunderkammer (camera delle meraviglie). La collezione, messa insieme con passione da Luigi Ferdinando Tagliavini, non è solo una parata di oggetti storici, ma un organismo vivente: la sua caratteristica principale, infatti, è che tutti gli strumenti sono perfettamente funzionanti.
Lungo le navate del complesso si possono ammirare oggetti che oltre al valore musicale sono veri e propri capolavori di design. Spesso decorati e dipinti a mano, sono la testimonianza di un’epoca in cui lo strumento era anche un pezzo di arte visiva e un capolavoro di artigianato.
Nella collezione si trovano clavicordi, clavicembali e spinette, che possono essere:
- Esemplari rari che fondono diverse tecniche costruttive.
- Strumenti unici come lo strumento pieghevole appartenuto al celebre cantante Farinelli, pensato per rendere la musica fruibile anche durante i viaggi estivi.

La Collezione Tagliavini a San Colombano (© Genius Bononiae)
Il gioiello di Giovanni Ferrini: il ponte tra passato e futuro
Tra i pezzi più pregiati spicca il clavicembalo pianoforte costruito nel 1746 da Giovanni Ferrini, allievo di Bartolomeo Cristofori (l’inventore del pianoforte). Questo strumento è un vero unicum: possiede due tastiere, una che aziona il meccanismo del clavicembalo (a corde pizzicate) e l’altra quello del pianoforte (a percussione tramite martelletti).
La data di costruzione, il 1746, non sembra casuale: coincide con l’incoronazione di Maria Barbara di Braganza come Regina di Spagna. Maria Barbara era una sovrana che amava circondarsi di strumenti fiorentini proprio come quelli prodotti da Ferrini.

Il clavicembalo pianoforte del 1746 di Giovanni Ferrini (© Genius Bononiae)
Un’Esperienza Immersiva: Vedere con le Mani
L’evento “Una notte al museo” ha proposto un approccio rivoluzionario alla collezione. Grazie alla guida dello scultore non vedente Felice Tagliaferri, il pubblico è stato invitato a un’esplorazione tattile, imparando a “vedere con le mani”.
Per rendere l’esperienza totalmente immersiva, gli spettatori sono stati bendati prima del concerto. Senza l’ausilio della vista, l’udito è diventato il canale sensoriale principale, abbattendo le barriere tra gli ascoltatori e creando un’intimità profonda con la musica eseguita da Catalina Vicens, curatrice della collezione e interprete di fama internazionale. La Vicens ha saputo trasformare la tastiera in una “mappa tattile dei suoni”, facendo rivivere repertori rari di compositori come Frescobaldi e Bach.

Collezione Tagliavini di San Colombano (© Genius Bononiae)
Conclusione: la Comunità del Suono
L’ascolto di strumenti antichi in un luogo carico di storia come San Colombano, arricchito dai dipinti di un giovane Guido Reni, trasforma il concerto in un rito collettivo. Come sottolineato durante la puntata, l’esperienza di privarsi della vista ha permesso di riscoprire la materialità dell’arte, legandola ai quattro elementi: l’aria dell’organo, il legno e il metallo degli strumenti, e la terra delle pietre sonore di Tagliaferri.
Se volete scoprire questo gioiello bolognese, la Collezione Tagliavini vi aspetta a San Colombano per svelarvi i segreti di una musica che non ha mai smesso di vibrare.
