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Bologna e dintorni

Via Petroni chiusa, notte di caos e disagi in zona universitaria

Via Zamboni, Bologna

Una sera da incubo quella avvenuta sabato nel cuore della città delle due Torri. È questo lo scenario raccontato da chi vive nella zona universitaria, travolta dal caos dopo l’incidente della navetta Tper che ha sfondato il portico all’angolo tra piazza Verdi e via Petroni.

Incidente in Piazza Verdi, in centro a Bologna (©etvrete7)

Via Petroni chiusa, prese d’assalto le strade vicine

La conseguente chiusura parziale di via Petroni, interdetta al traffico pedonale e veicolare e transennata anche per i residenti, ha innescato un effetto domino sulle strade limitrofe. Tornare a casa è diventato un percorso a ostacoli, spesso nel cuore della cosiddetta mala-movida, mentre l’intera cittadella universitaria si trasforma, nelle parole di chi la vive, in un vero e proprio «girone dell’inferno».

Il sabato sera della zona universitaria ha cambiato epicentro. A essere prese d’assalto sono state le strade limitrofe: via Zamboni, via Acri, via dei Bibiena, via delle Moline. Un assedio che i residenti descrivono come incontrollato, segnato da urla, musica assordante e una diffusa sensazione di pericolo.

Residenti esasperati: «Siamo abbandonati a noi stessi»

L’istantanea scattata dai residenti parla chiaro: musica sparata a tutto volume sotto i portici, gruppi sempre più numerosi di giovani e una presenza di pusher percepita come superiore al solito. Una notte che in molti raccontano di aver passato in bianco.

A farsi portavoce della protesta è Giuseppe Sisti, dell’Associazione via Petroni e dintorni. «Siamo abbandonati a noi stessi – ribadisce – e francamente non ce la facciamo più». Un grido che riassume il sentimento diffuso di insicurezza, disagio e invivibilità che i residenti denunciano da tempo, oggi aggravato dalla chiusura di una delle arterie simbolo della zona universitaria.

«Ovunque c’erano bande di giovani urlanti, spacciatori, ubriachi e senza fissa dimora», racconta con evidente esasperazione Giuseppe Sisti. Il passaggio da via dei Bibiena, in particolare, viene definito «spaventoso». «Lo è già di giorno – sottolinea – figuriamoci di notte».

Tra musica assordante e violenze recenti, la paura cresce nella zona universitaria

Nemmeno via Zamboni offre uno scenario migliore. Sisti ha raccontato che, in via Zamboni, sabato, al centro della carreggiata si era formato un gruppo numeroso di persone, dotate di casse acustiche e con la musica a volume altissimo. Ha aggiunto di aver tentato di chiedere aiuto contattando i vigili durante la notte. Tuttavia non ha ottenuto alcun riscontro e ha sottolineato che nessuno si era presentato sul posto.

Il senso di abbandono è totale. «Nessuno fornisce informazioni sulla viabilità, nessuno garantisce assistenza o protezione ai residenti costretti a muoversi in queste condizioni», denuncia ancora Sisti, che chiede un intervento immediato di Comune e Prefettura.

A rendere il clima ancora più teso è il ricordo degli episodi di violenza che hanno recentemente macchiato la zona. L’accoltellamento in via De Rolandis, per il quale i carabinieri indagano per tentato omicidio, e l’aggressione a un militare dell’Arma in via San Sigismondo. Eventi che alimentano una percezione di insicurezza ormai cronica, legata alla presenza costante di spacciatori, e consumatori.

«In una zona come la nostra dovrebbe esserci almeno un agente, della polizia o della Locale, che vigili — conclude Sisti —. E invece non c’è nessuno. Stanno aspettando che qualcuno venga colpito da una coltellata? Sembra che per intervenire serva il sangue».

Criticità e disagi, il Comune sotto pressione

L’amministrazione comunale è stata informata delle criticità e dei disagi vissuti dai residenti della zona universitaria nel weekend appena trascorso. Nei prossimi giorni dovrebbero arrivare chiarimenti sia sui tempi di riapertura di via Petroni, sia sul rientro nelle proprie abitazioni delle circa trenta famiglie sfollate dopo l’incidente che ha coinvolto la navetta Tper.

Sul caso è intervenuta con durezza Fratelli d’Italia, tornando a criticare la gestione della sicurezza nei fine settimana. Le capogruppo Francesca Scarano, in Consiglio comunale, e Dalila Ansalone, al Quartiere Santo Stefano, hanno spiegato che il loro gruppo chiede da tempo interventi pianificati e mirati. Non riescono inoltre a comprendere perché, ogni weekend, la zona universitaria si trasformi in un incubo per i residenti, senza che venga garantito un presidio costante del territorio da parte della Polizia locale.

Le due esponenti hanno inoltre ricordato di aver già richiesto e svolto un’udienza conoscitiva urgente in Comune dedicata alla situazione dell’area e hanno ribadito di aver nuovamente sollecitato il sindaco e l’amministrazione affinché il problema venga affrontato e risolto in maniera strutturale.

(Fonte: Il Resto del Carlino, Mariateresa Mastromarino)

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