Il consiglio letterario di oggi è un libro abbastanza datato ma comunque ancora incredibilmente attuale, si chiama “A quattro mani” ed è stato scritto da Paco Ignacio Taibo II.
Attualmente edito da “La Nuova Fontiera”, è un romanzo corale, volutamente frammentato tra racconti brevi, documenti più o meno reali e cambi di tipologia narrativa in base alla parte di racconto a cui è dedicato il capitolo. Infatti, siamo davanti ad uno racconto con diverse linee narrative che svariano anche nel tempo oltre che nello spazio.
Copertina del libro “A quattro mani” di Paco Ignacio Taibo II
“A quattro mani”, di Paco Ignacio Taibo II
Al centro ci sono due giornalisti: Greg Simon, statunitense disilluso, e Julio Fernández, cronista messicano appassionato e ostinato. Nelle loro ricerche si troveranno all’interno di un intrigo internazionale non semplice da sbrogliare tra eventi politici (e non solo) poco chiari e spesso manipolati.
Si muovono poi in parallelo altre storie, tra figure storiche e immaginarie, ognuna delle quali destinata a portare la propria dose di tessere per completare l’assurdo mosaico di questo romanzo, da un certo punto di vista è clamorosamente attuale.
Non tanto per la ricostruzione della pesante manipolazione ricevuta della storia latino-americana, comunque realistica e credibile, quanto per l’idea di uno “Shit Deparment”: un dipartimento della CIA più o meno ufficiale che ha il compito di inventare e spargere notizie false per manipolare eventi internazionali. Un creatore di fake news e deepfake, come si chiamano oggi, ante litteram che risulta però dannatamente credibile e realistico se non nella sua sede, quantomeno nel tipo di attività.
Il romanzo culmina in una serie di rivelazioni che mostrano quanto fragile sia il confine tra verità storica e narrazione politica, e nonostante l’ironia di cui Taibo abbonda sempre e il tono avventuroso dello scritto, la disillusione di un intero continente è un pugno nello stomaco che colpisce forte. Ancora di più oggi, che quella disillusione si è fatta globale.
Paco Ignacio Taibo II (© Aggi Garduño)
Forse il romanzo più “complesso” di Taibo
“A quattro mani” è senza dubbio il più complesso dei romanzi di Paco Ignacio Taibo II, ma anche uno dei migliori. Non è per tutti, perché la distanza iniziale delle storie e la differente tipologia di scrittura tra un filone e l’altro, possono spiazzare il lettore. Anche il tema e le digressioni possono appesantire la lettura di chi non sia abituato a concentrarsi sulla narrazione a lungo termine.
Ma se si supera lo scoglio iniziale, questo è un libro interessante che lascia un segno. E che riletto oggi, fa ancora più pensare e capire quando dobbiamo stare attenti a quanto ascoltiamo e vediamo sui media e sui social (e non solo).