Il consiglio letterario di oggi va sul sicuro, per chi ama i grandi classici polizieschi, e in particolare, parliamo di “La vecchia”, di Georges Simenon edito da Adelphi. Dicevamo di andare a colpo sicuro, sia perché Simenon per gli amanti del genere è senza dubbio sinonimo di qualità, sia perché sono tantissimi gli amanti del Commissario Jules Maigret e certamente l’occasione di leggere un volume che fino ad oggi (è stato pubblicato il 27 gennaio 2026) non era mai stato tradotto in italiano verrà senza dubbio colta al volo dagli appassionati. Per altro, si sta chiudendo (controllare che non sia già chiusa) mentre scriviamo questa scheda la mostra dedicata proprio a Simenon in centro a Bologna.
Prima di parlare del libro stesso, è doveroso premettere che Simenon è un grande della letteratura, ma che la sua scrittura e in generale lo sviluppo delle sue storie, potrebbero piacere meno a chi abbia bisogno di molta azione e violenza. Ma se Georges Simenon e Maigret sono da sempre apprezzati in tutto il mondo, un motivo c’è e quindi non potevamo tacere l’uscita di questo libro.

“La Vecchia”, di Georges Simenon
La Vecchia, di Georges Simenon
Come già detto, siamo di fronte ad un’indagine del commissario Maigret che non era stata ancora tradotta in italiano, sebbene il libro originale sia chiaramente datato.
La peculiarità di questo racconto è che le azioni si svolgono quasi completamente in interna, laddove la convivenza di alcune donne diventa sempre più soffocante e difficoltosa, con rapporti umani che lentamente si lacerano schiacciati da sospetto e diffidenza.
Tutto inizia quando un’anziana signora è obbligata ad andare a vivere con la nipote. Le due donne hanno caratteri, necessità e pensieri differenti, con problematiche irrisolte e grandi piccoli odii e gelosie che lentamente logorano il loro rapporto. E non sono le sole a vivere in quell’appartamento, visto che alla fine, il decesso su cui sarà chiamato ad indagare Maigret non è quello di una delle due persone già citate.
Vi sono dunque un intreccio psicologico denso e lunghi dialoghi, più che eventi inattesi, suspence ed azione. La violenza non esplode improvvisa e feroce, ma nasce lentamente, con costanza, fino ad arrivare alle tragiche conseguenze che però a quel punto appaiono inevitabili. E l’indagine quindi verte obbligatoriamente sui rapporti familiari e interpersonali.
