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“Le donne di Cortina 1956”, più di mere memorie sportive

“Le donne di Cortina 1956” di Antonella Stelitano e Adriana Balzarini è un racconto che ci invita a guardare oltre le medaglie e a riscoprire il valore di chi ha segnato una prima, importantissima crepa nel muro dell’esclusione femminile

Manuela Angeli in allenamento
Manuela Angeli, partecipò appena sedicenne alle Olimpiadi di Cortina 1956 (© Wikipedia)

Il consiglio letterario di oggi è “Le donne di Cortina 1956” e prende spunto dalla puntata di giovedì di “Un libro nel cuore”, condotto da Elisa Bochicchio, che potete anche riascoltare grazie al nostro podcast che inseriamo di seguito.

Ma, tornando al libro, “Le donne di Cortina 1956” è edito da Minerva, e scritto da Antonella Stelitano e Adriana Balzarini con la preziosa prefazione di Deborah Compagnoni. Il volume rende omaggio al ruolo a tutto tondo della donna durante le Olimpiadi invernali di Cortina d’Ampezzo del 1956. Non è, infatti, una questione strettamente sportiva ma anche di una trasformazione culturale in un’Italia che era in transizione tra dopoguerra e modernità. Un cambiamento di costume con l’inizio dell’emancipazione femminile come la intendiamo oggi.

Copertina del libro "Le donne di Cortina 1956"

Copertina del libro: “Le donne di Cortina 1956”

Le donne di Cortina 1956

Uno dei punti di forza del libro, a riprova di quanto detto, è che le donne di Cortina non furono solo le atlete. Il volume cerca infatti di rendere giustizia e dare voce oltre alle olimpioniche anche alle organizzatrici, a chi ha lavorato in qualunque ruolo al progetto e persino alle abitanti del luogo. Anche alle donne, insomma, che furono anche protagoniste silenziose dell’evento.

Tra testimonianze, memorie collettive e ricostruzioni storiche, le due autrici ci mostrano come l’evento abbia inciso nel profondo delle vite quotidiane e sulle opportunità sociali delle donne coinvolte ad ogni livello. E lo fa con uno stile narrativo accessibile a tutti unito a rigore storico.

Ne emergono figure di donne reali, con aspirazioni e limiti, con coraggio e forza di volontà che si muovono in un contesto ancora fortemente maschile. Per questo il libro è non solo storia olimpica, ma anche una riflessione sulla condizione femminile nell’Italia degli anni Cinquanta.

Ultimo, ma non per importanza, “Le donne di Cortina 1956” collega in modo interessante la dimensione locale della cittadina al respiro internazionale delle Olimpiadi, e all’evento stesso come catalizzatore di cambiamento culturale e sociale.

Grandi Donne, su Radiabo

Nel caso foste interessati ad approfondire l’argomento femminile in generale, vi segnaliamo che qui su Radiabo.it abbiamo aperto l’anno proprio con un ricordo di 12 donne bolognesi del passato e che abbiamo una sezione riservata proprio ai racconti sulle Grandi Donne della nostra città.

E tu cosa ne pensi?

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