Dopo la pubblicazione del Silmarillion, nel 1977, il terzo figlio di Tolkien, Christopher, essendosi accorto che la redazione del testo senza “un contesto” era stata “in parte un errore”, decise di intraprendere la pubblicazione di una serie di volumi che raccontassero la nascita e la crescita del Mondo Secondario creato da suo padre, J.R.R. Tolkien. Vennero così alla luce i 12 volumi della History of Middle Earth, la Storia della Terra di Mezzo, che raccontano la genesi del Silmarillion e del Signore degli Anelli, assieme ad altri volumi che raccontano altre vicende inesplorate e incompiute.
Un tassello fondamentale per capire il metodo di lavoro di Tolkien -ben lontano dall’errato termine di “canone”- e che fanno scoprire al lettore storie comunque avvincenti e in parte inedite, retroscena linguistici, filosofici e teologici di Arda e della Terra di Mezzo.
Copertina di uno dei due libri de I Racconti Perduti di Tolkien
I Racconti Perduti di J.R.R. Tolkien
I primi due volumi, i Racconti Perduti, pubblicati tra il 1983 e il 1984, raccontano la genesi di Arda e della Terra di Mezzo, attraverso le vicende di Eriol, un viaggiatore umano che trova le terre di Valinor e Tol Eressea, abitate dagli Dèi -i futuri Valar del Silmarillion- e dagli Elfi.
Lì, attraverso vari racconti, apprenderà le Grandi Storie di Arda, che diverranno poi le Grandi Storie del Silmarillion: la Musica degli Ainur, la nascita degli Elfi, Beren e Lùthien, Tùrin Turambar, la Caduta di Gondolin, la Collana dei Nani, e così via.
Insomma, le grandi vicende della Prima Era del mondo di Tolkien ci sono già tutte; la nomenclatura è naturalmente molto diverso -gli Elfi Noldor si chiamano Noldoli, Melkor-Morgoth si chiama Melko, Sauron ancora non esiste, e nemmeno Elrond e Galadriel– e soprattutto lo stile è differente. Scorgiamo ancora tracce dell’influenza del modo di vedere “l’Elficità” tipica del folklore inglese: esseri più allegri, quasi degli spiritelli che vivono in una casa nella quale per entrare bisogna farsi “piccini”.
Gli alberi di Valinor nella serie tv Amazon “Rings of Power”
Il cambio di registro definitivo
Ben presto, però, negli stessi volumi, la caratterizzazione cambia rapidamente, e la malinconica profondità del mondo di Tolkien a cui siamo abituati comincia ad emergere e a fissarsi nell’immaginario del lettore. Non tanto nella storia di Beren e Lùthien, dove ancora vediamo quel mondo acerbo dei primi racconti -basti pensare che al posto di Sauron c’è un gatto, Tevildo– ma in quelle di Tùrin e della Caduta di Gondolin, dove l’ombra della Grande Guerra e delle trincee si percepiscono con chiarezza.
In questi racconti avvertiamo il grande passato di Arda e della Terra di Mezzo, cominciamo a riconoscere gli Elfi che abbiamo imparato a conoscere nei libri più celebri dell’autore e scorgiamo i primi segni della notevole profondità del mondo secondario creato da Tolkien.
Un mondo nato nel fango delle trincee della Grande Guerra.