Bologna lo aspettava da tempo. E ieri sera, finalmente, Luca Carboni è tornato a casa. Dopo anni di assenza e dopo la malattia, il cantautore bolognese ha riabbracciato la sua città con un concerto all’Unipol Arena gremita in ogni ordine di posto.
Il ritorno sul palco è già stato testato con successo ad Assago, dove la prima apparizione live è andata sold out e si è trasformata in una celebrazione tra amici, con Cesare Cremonini in prima fila e sul palco a festeggiare insieme a lui. La città delle due Torri, però, è un’altra cosa. È casa. È radice.
Una festa collettiva
Uno spettacolo costruito come una festa dal vivo, alternando momenti intimi, con brani in versione acustica, a quelli più energici e trascinanti. Accanto a Carboni una band numerosa e affiatata: Antonello Giorgi alla batteria, Mauro Patelli alle chitarre, Ignazio Orlando al basso, Fulvio Ferrari a sequenze e tastiere, Antonello D’Urso alla direzione musicale e chitarra, Gabriele Miceli alle chitarre, Fabrizio Luca alle percussioni, Andrea Ferrario a fiati e tastiere.
Il legame di Luca Carboni con la sua Bologna
Sarà, insomma, uno di quei concerti destinati a restare nella memoria di chi c’era. Perché Luca Carboni, da sempre, è parte del tessuto emotivo di Bologna, con la sua musica e il suo modo discreto di stare al mondo. Un legame riaffiorato anche lo scorso dicembre, quando «Il testo di Bologna è una regola» ha acceso un tratto di via dell’Indipendenza. «È stata una grande gioia e un’emozione immensa accendere questa via così importante, che porta al cuore di Bologna non solo i bolognesi ma anche chi arriva da lontano», ha scritto sui social, sommerso da centinaia di commenti affettuosi.
«Io sono troppo bolognese… noi siamo troppo orgogliosi»
La forza di Carboni sta tutta lì: nel parlare alla gente senza alzare la voce, senza pose istrioniche, raccontando storie che sembravano appartenere alla sfera privata di ciascuno. È quello di Silvia lo sai e di quella frase diventata identità: «La maglia del Bologna sette giorni su sette». È quello di Mare mare, colonna sonora dei pendolari del weekend verso la Romagna: «Son partito da Bologna con le luci della sera…». Ma è anche l’autore di Inno nazionale, capace di fotografare l’Italia e i suoi campanili con parole ironiche e taglienti: «Io sono troppo bolognese… noi siamo troppo orgogliosi».
Il prossimo concerto: 20 aprile
Chi non è riuscito a trovare un biglietto per ieri sera potrà rifarsi il 20 aprile: anche la data del 19 è già sold out, quindi conviene affrettarsi. Perché Luca Carboni è uno di noi. Uno che puoi incontrare al bar sotto casa, allo stadio o al palasport. Uno che Bologna non ha mai smesso di aspettare.
(Fonte: Corriere di Bologna)
