Opporsi per Esistere
Dietro la musica ironica e dissacrante di Sono un ribelle mamma degli Skiantos si manifesta il momento in cui la ribellione diventa caricatura di sé stessa: un atto oppositivo che non si emancipa davvero dalle figure genitoriali, ma resta legato al bisogno di riconoscimento.
La separazione, infatti, è accennata ma mai soddisfatta; la trasgressione, anziché affermare un’identità autonoma, chiede implicitamente approvazione. La ribellione che emerge dal testo non è pienamente autosufficiente: per esistere necessita ancora dello sguardo altrui e, in particolare, di quello genitoriale.
La madre diventa così il pubblico necessario, lo spazio simbolico attraverso cui l’identità ribelle cerca conferma e legittimazione.
Skiantos: la musica come luogo dell’anti-conformismo conforme
“Sono un ribelle mamma” non racconta tanto la forza della ribellione quanto la sua dipendenza dal legame, in questo caso, materno. La ribellione diventa un modo per affermare l’esistenza di sé : «Esisto, anche se in modo disturbante».
Il ribelle messo in scena dagli Skiantos può essere letto come un soggetto che tenta di sottrarsi a un adattamento consenziente, utilizzando la provocazione e il nonsense come difesa contro l’omologazione.
Tuttavia, se ci ispiriamo alla prospettiva di Carl Rogers, il rifiuto delle aspettative genitoriali e sociali non si accompagna alla costruzione di un’alternativa costruttiva.
La ribellione resta così un gesto di negazione più che un progetto, segnalando una difficoltà del ribelle nel dare forma a un Sé autentico. Gli Skiantos ironizzano proprio su questo paradosso: il ribelle rischia di trasformarsi in una figura stereotipata, finendo per diventare conforme nella sua stessa anticonformità.
Finisce cosi per restare intrappolato nel discorso che vorrebbe negare.
La ribellione che non spezza il legame
Da Erikson a Winnicott, l’adolescenza non può essere pensata come una crisi esclusivamente
individuale: è sempre anche una crisi del legame genitore- figlio. Quando un adolescente dice alla figura genitoriale «sono un ribelle», spesso sta dicendo qualcos’altro: «Ho bisogno di separarmi, ma ho ancora bisogno di te». Forse, allora, la domanda che un adulto deve porsi non è come spegnere la ribellione, ma come restare presenti senza invadere, fermi senza irrigidirsi. Sono un ribelle mamma ci ricorda che dietro ogni dichiarazione di opposizione c’è ancora un “mamma” pronunciato ad alta voce. E finché quelnome viene chiamato, il legame — pur attraversato dal conflitto — non è spezzato.
Autrice :Psicologa Dott.ssa Annabella Sandolo
