Wilton Gilbert, Durham, 1977.
Un ragazzo che studia per diventare un prete cattolico e suo fratello formano un duo chiamato Dick Diver Band: sono Paddy e Martin McAloon.
L’anno successivo chiedono al batterista Michael Salmon di unirsi a loro e diventano Prefab Sprout (letteralmente “germogli prefabbricati” n.d.r.).
Ci sono state molte controversie sull’origine del nome, una delle quali riguardante la malcomprensione di un verso in un brano di Lee Hazelwood, Jackson, che saranno chiarite in seguito da Paddy stesso:
“l’ho inventato io: era un nome assurdo, come lo erano quelli di tutte le band in quel periodo”
Con Salmon alla batteria, alla fine di Febbraio nel 1982, incidono un singolo, Lions in My Own Garden (Exit Someone)/Radio Love, autoprodotto da un’etichetta creata da loro stessi, la Candle Records.
Curiosamente il titolo del lato A forma l’acronimo inverso LIMOGES, la città francese in cui studiava l’ex-fidanzata di Paddy.
Il brano non avrà particolare successo ma verrà notato dal giornalista Stuart Maconie che lo descrive come “enigmatico, malinconico ed armonioso, perfetto quindi per un dottorando in lettere disoccupato che ha problemi con la sua ragazza”.
Presto la line-up si espande con l’arrivo della cantante e polistrumentista Wendy Smith ed in Settembre viene registrato, sempre autoprodotto, un altro singolo, The Devil Has All the Best Tunes/Walk On.
Nel 1983 la band viene messa sottro contratto dalla Kitchenware records del manager Keith Armstrong, dopo un concerto a Newcastle, ma Salmon lascia per dedicarsi ad altro.
La nuova etichetta pubblica nuovamente i precedenti singoli che, supportati stavolta da un’adeguata promozione, ricevono apprezzamenti lusinghieri tra i quali spiccano anche quelli di Elvis Costello.
A fine anno, i tre, con l’aggiunta del turnista Graham Lant alla batteria, vengono spediti ad Edimburgo per registrare il primo album, con un budget di cinquemila sterline.
Swoon – letteralmente “svenimento” ma in realtà a acronimo di “Songs Written Out Of Necessity” – esce nel Marzo del 1984 ed è un collage di materiale scritto da Paddy nel corso degli anni precedenti.
Brani come Don’t Sing e Cue Fanfare – che aprono l’album – fanno intuire subito che si è davanti a molto più del solito pop: elementi jazz e fusion venano l’album, che si basa su ritmiche poco distanti dal rhythm’n’blues, dall’inizio alla fine.
Il disco è accolto molto bene dalla critica, Ian Pye di Melody Maker scriverà che “è difficile immaginare un album che lo superi in questo 1984”.
Il rapporto con Lant dura poco ed è Neil Conti a rimpiazzarlo. Il successivo Steve McQueen del 1985 – uscito negli USA come Two Wheels Good per evitare problemi con gli eredi dell’attore – porterà ben quattro singoli nella top 100 ed ancora oggi è considerato il miglior lavoro della band.
Più immediato dell’album d’esordio, fa breccia anche tra il pubblico con When Love Breaks Down che raggiunge la top 20.
Saranno altri due brani tuttavia a restare nella memoria collettiva, Bonny e Goodbye Lucille #1, ribattezzata Johnny, Johnny dagli ascoltatori a motivo di questo nome ripetuto alla fine di ogni strofa.
Alla fine del 1985, i Prefab Sprout realizzano Protest Songs, un album registrato in fretta e concepito per una produzione limitata, ma la CBS ne congela la distribuzione per evitare di compromettere le vendite di Steve McQueen: il disco vedrà la luce solo nel 1989.
Nel 1988, però, con From Langley Park To Memphis per il gruppo arriva anche il successo commerciale.
Ospiti importanti come Lenny Castro alle percussioni e, soprattutto, Stevie Wonder e Pete Townshend impreziosiscono la registrazione, effettuata tra Newcastle, Londra e Los Angeles, che vira la prua verso un pop-rock di alta qualità ma anche molto più fruibile per il grande pubblico.
Il risultato è la prima volta nella top ten ma se il pubblico è entusiasta la critica si divide.
Dave Stubbs, su Melody Maker, affermerà che il disco è “meno convincente del precedente ma più ambizioso”; Peter Wilkinson, su Rolling Stone, lo definisce “esagerato e sconnesso”, mentre per Dave Rimmer, su Q, è il loro miglior album.
Dopo Protest Song, nel 1990, arriva Jordan: The Comeback. Diviso in quattro diverse sezioni, una senza tema, una seconda dedicata ad Elvis Presley, una terza a canzoni d’amore e l’ultima al rapporto amore/morte, replica i fasti di From Langley Park To Memphis, centrando ancora una volta la top-ten, e si snoda attraverso una miriade di generi.
La critica stavolta è compatta ed entusiasta quanto il pubblico ma ci vorranno sette anni prima che la band pubblichi un’altra uscita di materiale inedito. Accade nel 1997 con Andromeda Heights che vende bene e si accomoda ancora nella top ten ma mostra un Paddy ridimensionato e confuso al quale i giornalisti non risparmiano frecciatine. Terminate le registrazioni Wendy Smith lascia il gruppo per dedicarsi all’insegnamento.
Ridotti ai soli fratelli McAloon, i Prefab Sprout danno alle stampe The Gunman and Other Stories nel 2001 ma non entrerà nella top 50 così come i successivi I Trawl The Megahertz e Let’s Change The World With Music.
L’ultimo lavoro della band – tuttora in attività – è Crimson/Red del 2013.
Nonostante gli ottimi riscontri di pubblico e critica, la musica dei Prefab Sprout è al giorno d’oggi considerata “pop di nicchia” ma ascoltando la loro produzione ci si rende conto di quanto questa definizione risulti frettolosa e riduttiva.