Il Teatro Comunale di Bologna sta per dare il via a una nuova era, con un programma rivoluzionato e una nuova sede. A dir la verità, il famoso teatro sta per fare ritorno nella sua sede storica di piazza Verdi dopo anni di assenza dovuti a importanti lavori di ristrutturazione. La nuova stagione verrà inaugurata il 14 febbraio 2027 con una guida in parte inedita: dopo l’addio di Elisabetta Riva, infatti, la sovrintendenza è andata all’attuale direttore artistico Pierangelo Conte. «A me piacerebbe un teatro aperto 365 giorni l’anno, che ospiti opera, balletto, concerti sinfonici e da camera, ma che sia anche un momento di scambi di idee» aveva detto di recente il nuovo sovrintendente.
Il Teatro Comunale di Bologna sta per riaprire. L’entusiasmo della Fondazione del Monte: «Sosteniamo le attività culturali perché la cultura crea benessere»
Su Il Resto del Carlino Nicholas Masetti ha riportato le parole di Pierluigi Stefanini, presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, un ente noto per aver finanziato numerosi progetti culturali, artistici e d’innovazione scientifica. Solo nel 2025 ha fornito 6,1 milioni di euro, finanziando 334 iniziative. «L’idea di un teatro aperto è molto convincente, giusta e valida. Più il Teatro Comunale di Bologna e le altre istituzioni si aprono alla comunità, meglio è» esordisce Stefanini, che poi ribadisce il sostegno al Teatro Comunale da parte della Fondazione.
«Chi mi ha preceduto ha sempre deciso di sostenere il Teatro Comunale, dunque abbiamo dato continuità a questo impegno – prosegue – Una caratteristica fondamentale per la nostra Fondazione è che sostiene tutte le attività culturali, dal teatro al cinema, passando per la musica, le arti visive e la letteratura. La cultura è uno strumento chiave per creare cittadinanza, comunità e benessere, ne siamo estremamente convinti».
In questo senso, il Teatro Comunale di Bologna «ne è un esempio significativo. Un luogo culturale di primaria importanza, non solo per la città e il Paese, ma anche per la storica vocazione internazionale che ha. È un vero e proprio patrimonio di tutto il territorio che dobbiamo valorizzare, salvaguardare e promuovere».
