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Bologna, 7ª in Italia per senza dimora: “Servono percorsi di reinserimento”

Senzatetto a Bologna: dai Giardini Margherita a Piazza Minghetti (©BolognaCronaca)
Senzatetto a Bologna: dai Giardini Margherita a Piazza Minghetti (©BolognaCronaca)

A Bologna sono 597 le persone senza dimora censite dall’ultimo report Istat, una fotografia scattata il 26 gennaio scorso. Di queste, 334 risultano accolte in strutture, mentre 263 vivono in strada, in spazi pubblici o in sistemazioni di fortuna, pari al 44,1% del totale.

«Bologna in questi anni ha voluto costruirsi l’immagine della città inclusiva – commenta Elena Ugolini, consigliera regionale e presidente del gruppo Rete CivicaMa includere non significa lasciare le persone a dormire sotto i portici, nei giardini o in spazi di fortuna: non è dignitoso per loro ed è un segno di degrado per la città».

Le strutture non risultano completamente occupate

Secondo la consigliera, la risposta non può limitarsi ad aumentare i posti nei dormitori: «Esistono persone che non riescono ad adattarsi a regole troppo rigide e che necessitano di percorsi graduali, con un accompagnamento personalizzato». A sostegno di questa tesi, la consigliera richiama i dati della rilevazione: a fronte di 400 posti letto disponibili, gli ospiti presenti erano 334, segno che le strutture non risultano completamente occupate.

15 strutture coinvolte nella rilevazione

Nel territorio comunale sono 15 le strutture coinvolte nella rilevazione, per una capienza complessiva di 400 posti letto. Il tasso di occupazione si attesta all’83,5%, in linea con la media nazionale (83,3%), lasciando quindi margini per accogliere chi ancora dorme all’aperto. Bologna si distingue inoltre per l’elevata presenza di strutture informali: sette realtà spontanee, fuori dal circuito istituzionale o del sistema associativo riconosciuto.

Tra le persone ospitate nei centri (esclusi i minori), le donne sono 61, pari al 18,3%. Gli stranieri sono 240 su 334, ovvero il 71,9%. La fascia d’età più rappresentata è quella tra i 31 e i 60 anni, con 237 individui (70,9%).

Guardando invece a chi vive in strada, su 263 persone totali, 112 si trovano in spazi pubblici aperti, 86 in aree urbane riparate o edifici, 47 in infrastrutture o ripari di fortuna, mentre per 18 casi non è stata rilevata la sistemazione. Il profilo resta simile a quello degli ospiti delle strutture: oltre due terzi sono uomini (70,1%), la maggioranza ha tra i 31 e i 60 anni (79%) e quasi tre su quattro sono stranieri (74,2%).

A Bologna la maggior parte delle persone senza dimora si concentra nel cuore della città: oltre due su tre (70,3%) si trovano infatti nel centro storico e nelle aree pedonali. Una quota più ridotta, pari al 28,9%, vive nelle zone residenziali e periferiche, mentre solo lo 0,8% si colloca in campagna o in aree non urbanizzate.

«Servono progetti concreti di reinserimento»

La risposta, secondo Elena Ugolini, passa da un cambio di approccio: «Servono percorsi di reinserimento e forme di accoglienza più flessibili, capaci di accompagnare davvero le persone verso un’autonomia reale». L’obiettivo, sottolinea, è andare oltre la gestione dell’emergenza, investendo in progetti concreti che offrano un’alternativa stabile e dignitosa alla vita in strada, attraverso percorsi di inclusione sociale e lavorativa.

Da qui l’appello alle istituzioni: «Il Comune deve fare un passo in più. Senza negare quanto già esiste, è necessario riconoscere che i risultati non sono ancora sufficienti». Secondo la consigliera, occorre rafforzare gli investimenti anche a livello regionale, promuovendo bandi mirati a sostenere gli enti impegnati nell’assistenza alle persone senza dimora.

Bologna, al settimo posto su 14 città analizzate

Nel confronto nazionale, il capoluogo emiliano-romagnolo si posiziona al settimo posto tra le 14 città analizzate dall’Istat. In cima alla classifica c’è Roma, con 2.621 persone senza dimora (il 26,1% del totale), seguita da Milano (1.641) e Torino (1.036). Subito dopo si trovano Napoli (1.029), Genova (803) e Palermo (611). Alle spalle di Bologna si collocano invece Firenze, con 410 persone censite, e Bari, con 404.

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