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L’odio online non si ferma: 17enne di Bologna indagato per estremismo

Un 17enne bolognese è stato accusato di propaganda e istigazione a delinquere per motivazioni razziali e religiose: la polizia ha perquisito la casa a caccia di materiale suprematista

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Fonte foto: Depositphotos

La notizia del 17enne di Pescara con ideologie suprematiste arrestato a Perugia mentre progettava un attentato terroristico risale soltanto a ieri, ma intanto i crimini d’odio (specialmente sul web) sono in forte crescita tra gli adolescenti: anche la polizia di Bologna è dovuta intervenire, sottoponendo a perquisizione un ragazzino di 17 anni accusato di propaganda e istigazione a delinquere per motivazioni razziali e religiose.

Idee suprematiste, razzismo, misoginia: sulla rete i crimini d’odio si diffondono tra i giovanissimi. A Bologna perquisita la casa di un 17enne in possesso di materiale di tipo estremista

Come spiega Andreina Baccaro nell’edizione odierna del Corriere di Bologna, il ragazzo fermato a Perugia stava ideando un attacco simile a quello del 1999 alla Columbine High School. In base a quanto si apprende, il giovane gestiva un gruppo Telegram in cui condivideva contenuti estremisti con alcuni coetanei dalle idee simili. All’interno del canale le foto di criminali come Anders Breivik e Brenton Harris (autori dei massacri di Utoya nel 2011 e di Christchurch nel 2019), ma anche ricette per fabbricare armi, istruzioni per realizzare esplosivi e metodi per mettere in pratica sabotaggi.

Al canale, intitolato “Libreria”, avevano accesso almeno altri 7 minorenni, tra cui il ragazzino di Bologna che è stato in seguito accusato di possedere materiale legato a ideologie estremiste come l’esaltazione della razza bianca, il neonazismo, il razzismo, la misoginia e le cosiddette teorie incel. Le forze dell’ordine hanno perquisito la casa del giovane, definito «particolarmente sensibile alla carica istigatoria dei contenuti posseduti» e gli hanno requisito lo smartphone e il computer.

Su questo network online di adolescenti suprematisti gli inquirenti indagano già dall’estate del 2025. L’indagine “Hate”, incentrata su questa preoccupante crescita dei crimini d’odio nell’era dei social, ha smascherato alcuni di loro (l’ultimo dei quali proprio a Bologna).

 

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