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Cronache

Tentata strage di Modena: Il Comune di Bologna ragiona sulla sicurezza delle zone pedonali

Dopo la tentata strage di Modena il Comune di Bologna rivede le proprie procedure e misure di sicurezza per le zone pedonali, nel tentativo di individuare eventuali punti ciechi e correggerli

T-Days a Bologna, rivisitati dall'Intelligenza Artificiale
T-Days a Bologna (Immagine generata da IA)

Il recente episodio della strage sfiorata a Modena ha messo sotto la lente di ingrandimento la sicurezza delle zone pedonali anche a Bologna, aree dove si concentra il maggior flusso di turisti e cittadini. L’amministrazione comunale ha deciso di avviare una ricognizione immediata per potenziare le difese del centro storico e cercare di evitare che un fatto come quello di Modena possa accadere anche a Bologna.

Il piano del Comune post strage di Modena: verifiche e monitoraggio

Il sindaco Matteo Lepore ha annunciato che gli uffici di Palazzo d’Accursio sono già al lavoro per integrare e migliorare i dispositivi di sicurezza esistenti. Perché grazie alla collaborazione tra Prefettura, Questura e Comune, vi sono già strumenti per bloccare mezzi non autorizzati, ma l’obiettivo del Comune è quello di verificare se vi siano “punti ciechi” nelle attuali aree pedonali. E di monitorare più costantemente queste zone.

Sicurezza a Bologna: dalle barriere in cemento alle fioriere antiterrorismo

La strategia di protezione delle aree pedonali di Bologna si è evoluta nel tempo, non solo per la sicurezza ma anche per rendere meno opprimenti gli strumenti utilizzati, senza però lederne l’efficacia:

  • 2016: In risposta agli attentati di Nizza e Berlino, vennero installate pesanti barriere in cemento per impedire l’accesso alle zone dei T-days.
  • 2017: I blocchi di cemento sono stati sostituiti da più estetiche fioriere antiterrorismo, posizionate in modo sfalsato per consentire comunque il passaggio dei mezzi di soccorso.
  • 2026: Oggi l’amministrazione valuta se vi siano migliorie da applicare alle pratiche attuali e se estendere queste soluzioni anche per le aree pedonali che non rientrano nei T-days.

L’allarme delle associazioni del Commercio

Le associazioni di categoria, pur riconoscendo l’importanza della sicurezza, esprimono però preoccupazione per possibili ripercussioni economiche. Confesercenti, ad esempio, ha evidenziato come nuove regolamentazioni dovrebbero tendere a non penalizzare le attività commerciali, soprattutto sul lato dehors, elemento chiave per il commercio in centro città.

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