Nel novero dei personaggi nati a Bologna e divenuti famosi (o più famosi) fuori dalle mura petroniane, possiamo inserire senza ombra di dubbio Papa Gregorio XIII. Nei nostri approfondimenti sulla storia di Bologna non può mancare una pagina su di lui.
Al secolo Ugo Buoncompagni, figlio di Cristoforo, commerciante bolognese, e di Angela Maria Marescalchi, frequentò gli studi giuridici nella prestigiosa Università di Bologna, dove si laureò nel 1530 per poi esercitare l’attività di docente di diritto negli anni dal 1531-1539.

Palazzo Buoncompagni a Bologna
Ugo Boncompagni diventa Cardinale
Fu laico fino ai 40 anni ed ebbe anche un figlio che riconobbe come suo erede. Diventato prete grazie alla sua provata competenza di giurista ed al suo eccezionale impegno nel lavoro: rese preziosi servizi per la risoluzione di alcuni problemi nell’ultima sessione del Concilio di Trento (1560-62).
Terminato il concilio rientrò a Roma e, il 12 marzo 1565, fu creato Cardinale, e gli fu affidato l’incarico di mantenere relazioni diplomatiche con l’importante legazione spagnola. Grazie a questo nuovo mandato si fece conoscere e ben volere dal sovrano spagnolo, Filippo II, tanto da conquistarne la fiducia.

Ritratto di Papa Gregorio XIII (Lavinia Fontana – Wikipedia)
Il Cardinale Boncompagni diventa Papa Gregorio XIII
Alla morte di Pio V, il 14 maggio 1572, il Sacro Collegio, sotto il forte influsso spagnolo, dopo un brevissimo conclave durato meno di ventiquattr’ore, elesse Papa il Cardinale Ugo Buoncompagni, che prese il nome di Gregorio XIII.
Suo grande estimatore e suo elettore importantissimo era stato anche il Cardinal Borromeo, il futuro San Carlo Borromeo. Ma un giorno il Borromeo disse al Papa che se avesse saputo che aveva un figlio non l’avrebbe votato. Al che Gregorio XIII ribatté che invece lo Spirito Santo, che lo sapeva benissimo, non aveva trovato nulla da ridire sulla elezione…
Questo piccolo diverbio non incrinò la collaborazione e la stima reciproca. Infatti, con l’aiuto del Cardinale Carlo Borromeo, e seguendo fedelmente le orme del suo predecessore. Gregorio XIII si mostrò in tutto il suo pontificato impegnato nel rinnovare il mondo cattolico con la totale e precisa attuazione dei canoni del concilio di Trento.
Se infatti prima di lui la Riforma cattolica fu condotta sostanzialmente solo in Italia e Spagna, grazie al suo pontificato si sviluppò con rapidità e organicità in tutti i paesi cattolici.

Tomba monumentale Gregorio XIII (Camillo Rusconi – Wikipedia)
Papa Gregorio XIII e la riforma del calendario
Gregorio XIII è passato alla storia anche per la riforma del calendario. Fu lui a promulgare il nuovo calendario, che è quello che usiamo anche oggi, che si chiama appunto Calendario Gregoriano e che ha raccordato esattamente l’andamento dei giorni alla situazione astronomica.
Con il precedente calendario, che era quello di Giulio Cesare del 46 a.C., si era arrivati ad una notevole discrepanza fra tempo ufficiale e tempo reale astronomico. Il solstizio d’inverno cadeva una diecina giorni prima del momento corretto e da qui deriva il detto, che allora era corretto, “Santa Lucia la notte più lunga che ci sia”.

Statua Gregorio XIII (© Biblioteca Salaborsa)
Papa Gregorio XIII e Bologna
Al Papa conterraneo, Bologna dedicò la statua in bronzo che è sul Palazzo d’Accursio. Dall’alto della sua carica, Buoncompagni coprì le malefatte di un nipote brigante ma non lo si può accusare di eccessivo nepotismo o preferenze: su 60 cardinali creati, solo 6 furono bolognesi.
Tornando alla sua statua, questa venne modificata dai bolognesi al tempo di Napoleone in quella di un vescovo, scrivendo sopra di essa una dedica che la rendeva una statua di San Petronio! Tale restò fino a ottocento inoltrato.
Ma quando ritornò ad essere Gregorio XIII la scritta che dedicata a San Petronio restò e anche oggi molti pensano che quel Papa sia in realtà San Petronio.
Ulteriore esempio di confusione e fonte di leggende metropolitane (che forse oggi diremmo fake news…).
