Seguici su

Ciao, cosa stai cercando?

Bologna e dintorni

Giovani e salute mentale, cresce l’emergenza: due giorni di confronto a Imola

Salute mentale (©Panorama della sanità)

La salute mentale delle nuove generazioni emerge come una delle sfide più urgenti per la sanità pubblica. Ansia, depressione e altri disturbi psicologici sono in costante aumento tra i giovani, delineando un quadro che richiede attenzione immediata e interventi mirati.

Proprio questi temi saranno al centro di un convegno gratuito e accreditato ECM, rivolto a medici, psicologi e tecnici della riabilitazione psichiatrica, in programma a Imola: domani, dalle 14.45, si discuterà del ruolo della scuola presso la Sala della Consulta dell’Istituto Comprensivo n. 5; sabato, dalle 9, l’attenzione si sposterà sui servizi, nella sede universitaria di Palazzo Dal Pero. L’iniziativa è promossa dall’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, nell’ambito di un progetto sostenuto dal Ministero della Salute.

Malattie croniche dei giovani

«I disturbi mentali esordiscono per lo più tra i 12 e i 24 anni: non a caso sono stati definiti le “malattie croniche dei giovani”», spiega il professor Marco Menchetti, docente di Psichiatria all’Alma Mater e responsabile scientifico del convegno. Un fenomeno tutt’altro che nuovo, ma che oggi preoccupa per la crescente diffusione e per un esordio sempre più precoce.

Tra le manifestazioni più frequenti di disagio si registrano disturbi d’ansia, dell’umore, alimentari e problematiche legate all’uso di alcol e sostanze. Più rari, ma particolarmente gravi, gli esordi psicotici, che compromettono profondamente il funzionamento sociale e scolastico. «Intervenire tempestivamente nelle fasi iniziali può fare la differenza nel decorso della malattia», sottolinea Menchetti.

L’impatto della pandemia

A incidere sul peggioramento del quadro è stato anche l’impatto della pandemia: il cambiamento repentino degli stili di vita, l’incertezza diffusa e un senso crescente di precarietà, alimentato anche da crisi globali come guerre e cambiamenti climatici, hanno contribuito ad aumentare la richiesta di supporto psicologico. Eppure, nonostante una maggiore attenzione al tema, resta ancora ampio il divario tra l’insorgenza dei sintomi e l’avvio di percorsi terapeutici adeguati.

Scuola e famiglia assumono un ruolo decisivo

In questo contesto, scuola e famiglia assumono un ruolo decisivo: non solo nell’intercettare precocemente il disagio, ma anche nell’accompagnare i giovani lungo il percorso di cura, prevenendo l’abbandono scolastico e sostenendo le relazioni familiari.

Sul fronte dei servizi, emerge la necessità di rafforzare l’offerta di psicoterapia sul territorio, sia in termini di risorse sia di competenze professionali. Tra gli obiettivi del progetto, anche un’indagine, realizzata in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna, per analizzare punti di forza e criticità del sistema.

Emozioni in classe

Accanto a questo, è previsto un progetto pilota di formazione per docenti delle scuole secondarie, Emozioni in classe: comprendere e sostenere la regolazione emotiva, oltre a un questionario rivolto a studenti, genitori e insegnanti per mappare i bisogni di salute mentale.

Verso il futuro

Uno sguardo al futuro arriva infine dalle neuroscienze. «Stiamo facendo passi avanti verso diagnosi più precoci e interventi sempre più mirati», afferma il professor Raffaele Lodi, direttore scientifico dell’IRCCS ISN di Bologna. L’utilizzo di biomarcatori molecolari e neurobiologici consente già oggi di individuare vulnerabilità prima dell’esordio clinico e di distinguere diversi sottotipi di disturbo. «La strada è quella di passare da un approccio reattivo a uno predittivo e personalizzato, conclude, senza mai perdere il legame con i contesti educativi e sociali».

(Fonte: Corriere di Bologna, Piero Di Domenico)

E tu cosa ne pensi?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *