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Bologna, diritto allo studio a rischio: affitti alle stelle, gli studenti protestano in piazza Scaravilli

Il caro affitti mette in difficoltà gli universitari sotto le Due Torri: una stanza singola costa in media 585 euro al mese e oltre 2.000 richieste Er.Go restano escluse.

Università di Bologna (©UniBo)
Università di Bologna (©UniBo)

Il caro affitti e il costo della vita rendono sempre più difficile per gli universitari trovare un alloggio in città. In piazza Scaravilli, nel cuore della zona universitaria di Bologna, la Rete Universitaria ha piantato le tende per denunciare una situazione sempre più complicata e chiedere maggiori investimenti per il diritto allo studio.

Come racconta Renzo Sanna su Il Resto del Carlino, la mobilitazione si inserisce nella protesta nazionale contro l’aumento delle spese che gravano sugli studenti. Il capoluogo emiliano rappresenta uno dei contesti più emblematici dell’emergenza abitativa, tra canoni di locazione elevati e posti letto insufficienti.

Affitti troppo cari, una stanza costa 585 euro al mese

A fotografare la situazione è soprattutto il costo degli alloggi. A Bologna, una stanza singola arriva a costare mediamente 585 euro al mese, una cifra a cui si aggiungono le spese per trasporti, libri e necessità quotidiane.

Il problema riguarda anche la disponibilità di sistemazioni accessibili. Oltre 2.000 persone che hanno presentato domanda per un alloggio Er.Go, l’ente regionale per il diritto allo studio, rimangono escluse dal beneficio. Una situazione che alimenta la protesta degli universitari, convinti che le possibilità economiche delle famiglie non debbano determinare l’accesso all’università.

Le tende in piazza Scaravilli e la protesta nazionale

Le tende rappresentano il simbolo delle difficoltà incontrate da chi cerca una sistemazione sostenibile per frequentare le lezioni. La Rete Universitaria ha avviato un’attività di sensibilizzazione, con il sostegno del sindacato degli inquilini Sunia e della Cgil, per portare il problema all’attenzione delle istituzioni.

La mobilitazione punta anche alla manifestazione nazionale in programma a Roma, alla quale è attesa una delegazione bolognese. L’emergenza, infatti, coinvolge numerose città universitarie italiane, dove l’aumento dei canoni rende sempre più complicato mantenersi durante gli studi.

Più investimenti per il diritto allo studio

Gli studenti chiedono interventi strutturali, maggiori risorse pubbliche, nuove residenze universitarie e più borse di studio per chi possiede i requisiti. L’obiettivo è ampliare l’offerta di alloggi accessibili e sostenere concretamente chi rischia di essere escluso dai benefici.

La protesta di piazza Scaravilli riporta così al centro una questione fondamentale per il futuro delle nuove generazioni. In una città che accoglie migliaia di universitari, il costo degli affitti rischia di trasformarsi in una barriera all’istruzione. Il messaggio delle tende è chiaro: studiare deve essere un diritto, non un privilegio riservato a chi può permetterselo.

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