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Bologna Jazz Festival: sul palco Bosso, Meola, Elling e Cohen

A Bologna torna la rassegna internazionale dedicata alle note americane: un mese di appuntamenti musicali, location inedite ed esibizioni tra maestri storici e nuovi talenti del settore.

Bologna Jazz Festival 2026
Locandina Bologna Jazz Festival 2026 ( AI generated/@Radiabo)

Il Bologna Jazz Festival si appresta a tornare in scena con un ricco programma di concerti diffusi sul territorio emiliano e romagnolo.

Tra grandi ritorni, location inedite e protagonisti di calibro internazionale, l’edizione di quest’anno promette di offrire un viaggio sonoro imperdibile per appassionati e curiosi.

I grandi nomi in cartellone

Sulle pagine de Il Resto del Carlino, il giornalista Pierfrancesco Pacoda illustra come la kermesse metta in dialogo grandi maestri e nuove generazioni della scena afroamericana ed elettronica.

Il cuore della rassegna gravita attorno a quattro grandi appuntamenti: l’apertura il 16 ottobre all’Unipol Auditorium con lo swing bop del trombettista Fabrizio Bosso, il ritorno al Teatro Celebrazioni il 28 ottobre con il jazz rock e le suggestioni fusion dell’Acoustic Trio di Al Di Meola, l’imperdibile incontro del 3 novembre — sempre al Celebrazioni — tra il cantante Kurt Elling e i Yellowjackets per un omaggio ai Weather Report, fino al concerto del 6 novembre all’Unipol Auditorium con il quintetto del pianista Emmet Cohen, dedicato al centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane.

Il cartellone si completa con una fitta serie di ulteriori date: il pianismo raffinato di Danilo Rea (26 ottobre alla Fondazione MAST), i ritmi caraibici firmati dal sassofonista Miguel Zenón insieme a Luis Perdomo (4 novembre, sempre al MAST), lo spiritual jazz di Idris Ackamoor con i suoi Pyramids (30 ottobre al Locomotiv) e le sonorità elettroniche del produttore Daykoda (8 novembre).

Diffusione capillare

A completare la proposta una fitta rete di serate e live che toccherà spazi storici e location neonate di Bologna — come il Camera Jazz Club, il Binario69, il Bravo Caffè, il Baumhaus e il Dude — affiancata dai momenti formativi con il Conservatorio Martini e il Liceo Musicale Lucio Dalla.

Il festival conferma così la sua vocazione urbana e inclusiva, capace di portare la musica ben oltre i soliti teatri per far vivere l’intero tessuto cittadino, consolidandosi come uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’autunno.

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