Buoni, estremamente piccoli, artigianali e preparati con ingredienti biologici di alta qualità. Stiamo parlando dei tortellini della Sfoglina Bio, una realtà locale che ha scelto di puntare sulla lavorazione manuale e sulla tradizione, fin da quando ha aperto i battenti, arrivando però a un prezzo che ha fatto discutere: 72 euro al chilo.
Una crescita esponenziale
Come riportato nel numero odierno de il Resto del Carlino, la scorsa primavera i tortellini della famiglia di Sandra erano venduti a 59 euro al chilo. Oggi il prezzo è aumentato, ma secondo i produttori la scelta è necessaria per garantire la qualità delle materie prime e riconoscere il giusto valore al lavoro artigianale. La pasta viene infatti preparata a mano ed è certificata biologica, mentre i tortellini sono particolarmente piccoli: pesano poco più di un grammo ciascuno. Insomma, ne servono parecchi per raggiungere il chilo….
Claudio Ianiri, socio della Sfoglina Bio e figlio di Sandra, spiega che dietro a quel prezzo ci sono ore di lavoro e ingredienti selezionati. L’azienda propone tre versioni: quella classica a 48 euro al chilo, una versione extralarge a 33 euro e i tortellini più piccoli, che arrivano appunto a 72 euro. La misura, dunque, si limita a quest’ultima categoria senza toccare i due capisaldi dell’attività.
La rivolta del popolo dei tortellini
Ad azione corrisponde reazione, citando un celebre principio fisico. La scelta del prezzo, dunque, ha inevitabilmente favorito opinioni contrastanti. Alcuni consumatori lo considerano eccessivo, soprattutto confrontandolo con i prezzi dei tortellini industriali. Altri, invece, ritengono che un prodotto fatto interamente a mano non possa essere venduto allo stesso prezzo di uno realizzato in modo industriale.
Non è infatti un mistero che il valore della produzione artigianale debba essere superiore, ma il dilemma amletico è uno solo: fino a qual punto può essere giustificato un aumento di prezzo?
