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Cronache

Crans-Montana: l’incendio in Svizzera che coinvolge Bologna

Drammatico incendio a Crans-Montana nella notte di Capodanno: la tragedia coinvolge Bologna. La storia del sedicenne Giovanni Tamburi, studente del liceo Righi, disperso dopo il rogo in Svizzera.

Incendio a Crans-Montana. Scomparso Giovanni Tamburi (©Crans-Montana)
Incendio a Crans-Montana. Scomparso Giovanni Tamburi (©Crans-Montana)

L’incendio scoppiato nella notte di Capodanno a Crans-Montana, nota località turistica in Svizzera, ha assunto fin da subito note drammatiche anche per Bologna. Infatti, tra le persone coinvolte si trova Giovanni Tamburi, studente di 16 anni del Liceo Righi, disperso dopo il rogo divampato nel locale notturno Le Costellation. Il ragazzo trascorreva le vacanze con gli amici e i familiari quando le fiamme hanno avvolto l’edificio, provocando vittime e feriti. Inoltre, tra i feriti si colloca la veterinaria ventinovenne di Cattolica Eleonora Palmieri, in coma farmacologico per intossicazioni e ustioni.

Il legame con Bologna

La tragedia coinvolge direttamente Bologna. Infatti, Giovanni Tamburi studia presso il Liceo Righi a Porta Saragozza, tanto da essere molto conosciuto per il suo carattere amorevole. Inoltre, fa parte di una delle famiglie bolognesi più conosciute: è nipote di Letizia Sassoli de Bianchi. Il padre Giuseppe Tamburi guida l’azienda vinicola Rinaldi 1957, realtà storica bolognese. È stata però la madre Carla Masiello a lanciare l’appello di scomparsa di Giovanni, rivolto a chiunque potesse fornire informazioni utili in merito all’accaduto.

Il profilo di Giovanni Tamburi, studente del Righi

Giovanni frequenta la terza P del Liceo Righi, eletto inoltre come il rappresentante di classe, segno di fiducia e stima. I docenti lo descrivono come un ragazzo solare, educato e sempre sorridente, molto apprezzato e legato ai compagni. Anche chi lo conosce da poco, lo considera come un adolescente gentile, sempre aperto e disponibile nei suoi modi di fare.

Le Constellation (©Crans-Montana)

Le Constellation (©Crans-Montana)

La notte dell’incendio a Crans-Montana

Secondo le ricostruzioni, Giovanni festeggiava con gli amici nel locale a Crans-Montana. A seguito dello scoppio dell’incendio, alcuni amici sono riusciti a mettersi al riparo, mentre altri no. Inoltre, il telefono di Giovanni risulta spento già prima della mezzanotte, quando la madre Carla desiderava fare gli auguri al figlio. Da quel momento, nessuna notizia sicura.

Bologna ha cercato di intervenire il prima possibile attraverso la mobilitazione. Anche la Farnesina, contattata dalla madre, e le autorità svizzere si stanno muovendo per comprendere l’accaduto. Familiari, amici e istituzioni cittadine seguono con apprensione le operazioni di ricerca negli ospedali di Losanna, Zurigo, Berna e Sion, dove si trovano i feriti, a volte non identificabili.

L’appello della madre a seguito della scomparsa di Giovanni a Crans-Montana

Sconvolta, Carla Masiello ha lanciato un appello pubblico: «Aiutateci a trovare mio figlio». Ha raccontato che Giovanni portava con sé il passaporto cartaceo (probabilmente andato bruciato) e una collanina con l’immagine della Madonna. Un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo per il riconoscimento. Contatti diplomatici e reti consolari italiane hanno rilanciato l’appello.

Bologna tra dolore e speranza dopo l’incendio a Crans-Montana

Bologna segue con il fiato sospeso gli sviluppi della vicenda. Il sindaco Matteo Lepore e le istituzioni locali hanno espresso vicinanza alla famiglia Tamburi. La città resta unita, in attesa di notizie, condividendo il dolore e la speranza per un giovane ragazzo. Non si tratta solo di una tragedia accaduta in Svizzera quella di Crans-Montana, ma anche di una storia che colpisce inevitabilmente Bologna, la famiglia e la scuola di Giovanni. Dunque, una vicenda terribile che ricorda quanto una notte di festa si possa trasformare in una tragedia che dissemina molta sofferenza.

Fonte: La Repubblica

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